Vandalizzata la targa dedicata a Giuni Russo a Palermo: "Ripristinarla al più presto"
La targa in piazza Castelnuovo omaggia una grande artista forse poco compresa dalla sua città, che fino a oggi sembrava pronta a restituirle il giusto lustro
La targa dedicata a Giuni Russo vandalizzata a Palermo
Vandalizzata la targa dedicata a Giuni Russo posta accanto al "Palchetto della Musica" di Piazza Castelnuovo. Una voce unica al mondo, una donna che ci rende orgogliosi e fieri della nostra terra. «Qui, a soli 10 anni, sul “Palchetto della Musica” si esibì pubblicamente per la prima volta l’artista Giuni Russo cantante e musicista (Palermo 1951 – Milano 2004)». È questo il testo sulla targa posta accanto al "Tempietto" intitolato alla cantante e musicista palermitana scomparsa 22 anni fa.
«Tanta amarezza per un gesto che palesa indifferenza e disprezzo verso la cultura e verso il nostro patrimonio - dice Mari Albanese, presidente della Commissione Cultura dell'VIII circoscrizione - e offende il ricordo di questa indimenticabile figlia di Palermo. Rivolgo un appello al sindaco di Palermo Roberto Lagalla affinchè possa ripristinare la targa al più presto e non lo faccio soltanto come rappresentante delle istituzioni ma come cittadina e scrittrice impegnata da anni nel recupero della memoria delle nostre storie più belle».
Come vi abbiamo raccontato, nella sua voce e nei suoi brani (che vanno ben oltre "Un'estate al mare" o "Alghero" che l'hanno resa celebre al grande pubblico), si legge il racconto della Sicilia più impalpabile e sincera. In pochi forse sanno che la carriera artistica di Giuni Russo ebbe inizio per strada. Un'artista che si è fatta da sè (sul serio). A 13 anni, quando il padre si rifiuta di farle frequentare le lezioni di canto, lei decide di pagarsele da sola e all'insaputa dei genitori, facendo qualche lavoretto in una fabbrica di imbottigliamento a Palermo.
Poi l'idea che le cambia la vita: una domenica pomeriggio sale sul palchetto della musica accompagnata da un'orchestrina, lasciando i passanti a bocca apertam increduli del talento vocale di quella ragazzina. Una grande artista forse poco compresa dalla sua città, che adesso sembrava pronta a restituirle il giusto lustro. Fino a oggi.
«Tanta amarezza per un gesto che palesa indifferenza e disprezzo verso la cultura e verso il nostro patrimonio - dice Mari Albanese, presidente della Commissione Cultura dell'VIII circoscrizione - e offende il ricordo di questa indimenticabile figlia di Palermo. Rivolgo un appello al sindaco di Palermo Roberto Lagalla affinchè possa ripristinare la targa al più presto e non lo faccio soltanto come rappresentante delle istituzioni ma come cittadina e scrittrice impegnata da anni nel recupero della memoria delle nostre storie più belle».
Come vi abbiamo raccontato, nella sua voce e nei suoi brani (che vanno ben oltre "Un'estate al mare" o "Alghero" che l'hanno resa celebre al grande pubblico), si legge il racconto della Sicilia più impalpabile e sincera. In pochi forse sanno che la carriera artistica di Giuni Russo ebbe inizio per strada. Un'artista che si è fatta da sè (sul serio). A 13 anni, quando il padre si rifiuta di farle frequentare le lezioni di canto, lei decide di pagarsele da sola e all'insaputa dei genitori, facendo qualche lavoretto in una fabbrica di imbottigliamento a Palermo.
Poi l'idea che le cambia la vita: una domenica pomeriggio sale sul palchetto della musica accompagnata da un'orchestrina, lasciando i passanti a bocca apertam increduli del talento vocale di quella ragazzina. Una grande artista forse poco compresa dalla sua città, che adesso sembrava pronta a restituirle il giusto lustro. Fino a oggi.
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