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Vandalizzata la targa dedicata a Giuni Russo a Palermo: "Ripristinarla al più presto"

La targa in piazza Castelnuovo omaggia una grande artista forse poco compresa dalla sua città, che fino a oggi sembrava pronta a restituirle il giusto lustro

Balarm
La redazione
  • 5 maggio 2026

La targa dedicata a Giuni Russo vandalizzata a Palermo

Vandalizzata la targa dedicata a Giuni Russo posta accanto al "Palchetto della Musica" di Piazza Castelnuovo. Una voce unica al mondo, una donna che ci rende orgogliosi e fieri della nostra terra. «Qui, a soli 10 anni, sul “Palchetto della Musica” si esibì pubblicamente per la prima volta l’artista Giuni Russo cantante e musicista (Palermo 1951 – Milano 2004)». È questo il testo sulla targa posta accanto al "Tempietto" intitolato alla cantante e musicista palermitana scomparsa 22 anni fa.

A denunciarlo sui suoi canali social Alberto Samonà, scrittore, già assessore regionale ai Beni culturali e nel Cda del parco archeologico del Colosseo, che ha espresso «profondo sconcerto e amarezza» per un atto vandalico compiuto ai danni della targa dedicata a Giuni Russo. «La targa, realizzata in collaborazione tra l’Assessorato regionale dei Beni culturali, la Soprintendenza dei Beni Culturali e il Comune di Palermo, installata anche grazie alla sensibilità del sindaco Roberto Lagalla, è stata divelta e distrutta, in un gesto che colpisce non soltanto la memoria di una delle più grandi artiste italiane, ma anche il patrimonio culturale e affettivo della città». Samonà è tra coloro che avevano fortemente voluto la targa in memoria dell'artista.

«Una tristezza infinita per un gesto che mostra indifferenza e disprezzo verso la cultura e verso il nostro patrimonio - aggiunge Samonà - e offende il ricordo di questa indimenticabile figlia di Palermo. Rivolgo un appello al sindaco di Palermo Roberto Lagalla, che insieme a chi scrive si è reso parte attiva affinché la targa fosse installata in questo luogo, affinché venga ripristinata al più presto, condividendo questa richiesta con Maria Antonietta Sisini, presidente dell’associazione “Giuni Russo Arte”. Non può prevalere l’inciviltà - conclude - Palermo ha il dovere morale e culturale di custodire la memoria di Giuni Russo, riconoscendo il valore immenso che la sua arte continua ad avere per intere generazioni».

Ma non è il solo. A lui si aggiunge «tanta amarezza - dice Mari Albanese, presidente della Commissione Cultura dell'VIII circoscrizione -. Rivolgo un appello al sindaco di Palermo Roberto Lagalla affinchè possa ripristinare la targa al più presto e non lo faccio soltanto come rappresentante delle istituzioni ma come cittadina e scrittrice impegnata da anni nel recupero della memoria delle nostre storie più belle».

Come vi abbiamo raccontato, nella sua voce e nei suoi brani (che vanno ben oltre "Un'estate al mare" o "Alghero" che l'hanno resa celebre al grande pubblico), si legge il racconto della Sicilia più impalpabile e sincera. In pochi forse sanno che la carriera artistica di Giuni Russo ebbe inizio per strada. Un'artista che si è fatta da sè (sul serio). A 13 anni, quando il padre si rifiuta di farle frequentare le lezioni di canto, lei decide di pagarsele da sola e all'insaputa dei genitori, facendo qualche lavoretto in una fabbrica di imbottigliamento a Palermo.

Poi l'idea che le cambia la vita: una domenica pomeriggio sale sul palchetto della musica accompagnata da un'orchestrina, lasciando i passanti a bocca apertam increduli del talento vocale di quella ragazzina. Una grande artista forse poco compresa dalla sua città, che adesso sembrava pronta a restituirle il giusto lustro. Fino a oggi.
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