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Vendite online, POS e consegne a domicilio: come cambiano a Palermo i mercatini rionali

Si può parlare di una sorta di "rivoluzione" dei mercatini. Una svolta necessaria per contrastare la crisi del settore e combattere l'abusivismo. In arrivo nuovi bandi

Peppe Musso
Collaboratore
  • 30 marzo 2024

Un mercatino a Palermo

I mercati rionali di Palermo sono un realtà storica della città. Gli abitanti del capoluogo siciliano da sempre si appoggiano su questo tipo di venditori, per svariate tipologie di alimenti o indumenti. In questo momento storico, però, questo tipo di commercio sta attraversando una crisi, e i motivi sono i più diversi: il proliferare del commercio online, la difficoltà di organizzazione di suddetti mercati, l’abusivismo, il traffico conseguente che si crea, solo per citarne alcuni.

È per tutti questi motivi, dunque, che l’associazione Confimprese ha presentato un progetto per il rilancio e la rifioritura dei mercati della città. Sono parecchie le novità che si vogliono apportare, tutte volte al futuro.

Si tratterebbe di un progetto innovativo: Palermo diventerebbe di fatto la prima città d’Italia ad avere una digitalizzazione totale dei mercati rionali.

L’idea, secondo Confimprese, è quella di rivedere un sistema che ormai risulta troppo vecchio: l’ultima riforma in tal senso infatti è datata 1982.
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Primo punto: la lotta contro l’abusivismo: «Riteniamo - spiega il presidente di Confimprese Palermo e coordinatore di Confimprese Sicilia Giovanni Felice - che si debba intervenire almeno in due direzioni: sostenere l’emersione attraverso l’assegnazione dei posti in atto vuoti; un’operazione “tolleranza zero” per riportare la legalità all’interno dei mercati».

Una svolta epocale sarebbe anche quella di aprirsi al commercio online. Molti dei punti salienti del progetto, infatti, riguardano la creazione di un Marketplace consultabile anche da apposite applicazioni. Questo aprirebbe tantissime strade interessanti: la possibilità di essere conosciuti anche fuori dalla città, la geolocalizzazione dei venditori (“Un sistema di autodifesa, l’ennesimo, dagli abusivi”) il delivery, la possibilità di creare un servizio di fidelizzazione dei clienti.

Ancora, l’introduzione della possibilità del pagamento tramite moneta elettronica potrebbe essere la vera chiave per questo tipo di commercio: «Ancora non tutti sono dotati di POS – ci spiega Felice –, sarebbe importante munire tutti i venditori di questo strumento, per facilitare i compratori. Sarebbe, inoltre, un altro passo importante verso la trasparenza».

I fondi e le tempistiche ci aiutano meglio a capire il progetto, che assume connotazioni molto ambiziose: «Noi potremmo chiedere un contributo a tutti i singoli commercianti, ma non vogliamo questo. Noi vogliamo che l’intero sistema mercato venga digitalizzato. Il progetto prevede il tentativo di trovare un finanziamento per tutti».

Le tempistiche sono abbastanza brevi, almeno per la fase organizzativa: già dopo Pasqua si capirà meglio.

Il Comune si è mostrato interessato alle proposte di Confimprese. «Evidentemente il progetto potrebbe essere vincente - commenta Felice -. Adesso serve un protocollo d’intesa che ci apra la strada. L’idea è quella di arrivare a richiedere i fondi attraverso il PNRR, anche perché non si tratta di una cifra clamorosamente alta».

L’assessore alle Attività produttive Giuliano Forzinetti ha detto a Balarm di essere: «Assolutamente favorevole all’iniziativa. I mercatini sono cambiati negli anni. Non sono convenienti né fruibili, né per i compratori né per i venditori. Urge una riorganizzazione, che non può comprendere soltanto lo spostamento dei luoghi».

Ci vuole, infatti, un aumento dei servizi: «Accogliamo con assoluto favore l’inserimento degli strumenti elettronici di pagamento, sono un grande incentivo. Anche la possibilità di inserire le consegne a domicilio, sono novità importanti.

Noi, dal campo nostro - aggiunge Forzinetti - abbiamo fatto una mappatura della situazione attuale: entro aprile faremo i bandi per i posti vacanti, e prorogheremo di quelli già esistenti fino al 2035, come da normativa nazionale».

Anche sulla questione finanziamento il Comune è a disposizione: «Non abbiamo ancora fatto una ricognizione- conclude l'assessore – ma siamo assolutamente disponibili a reperire le risorse necessarie».

Fronte comune infine per convincere tutti gli ambulanti: «Le novità quasi sempre creano timori. Bisogna far capire, ed è anche a questo che ci serve il Comune, che una totale trasparenza non è sinonimo di pericolo, ma del contrario.

Inoltre, molta della diffidenza nasce anche dal fattore economico; magari non tutti possono sostenere questo costo ulteriore. Ottenere il finanziamento serve anche e soprattutto a questo», conclude il numero uno di Confimprese.
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