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Vent'anni e un'azienda in memoria del papà, Valentino: "Ecco perché non ho lasciato la Sicilia"

Valentino coltiva fragole su un terreno vulcanico a 1200 metri nel Parco dell'Etna e porta avanti l'azienda dal nome "La Terra di Papà". Vi raccontiamo la sua storia

Jessica Di Bona
Appassionata di arte e cultura
  • 12 maggio 2021

Valentino Cairone

A poco più di vent'anni Valentino decide di avviare l'attività che il padre sognava di realizzare, prima di morire in un incidente.

Valentino Cairone, 24 anni, di Maletto, in provincia di Catania, porta avanti un'azienda agricola dal nome ''La Terra di papà'', su un terreno vulcanico a 1200 metri di altezza.

«Sono soddisfatto di quello che sto portando avanti, anche perché è difficile che un giovane gestisca un'azienda. Io sono cresciuto in fretta, quando non hai più la sicurezza di un genitore alle spalle, devi mettere ancora più impegno e non devi mollare», ci racconta.

Il padre Luigi, forestale appassionato di agricoltura, ha perso la vita a 59 anni a causa di un incidente in campagna: «Lui ha sempre amato l'agricoltura» ci racconta Valentino, parlando del padre, «con mio nonno avevano il bestiame, e lui era forestale, però l'intenzione era di darmi una mano ad iniziare una nuova attività».



Il padre sarebbe andato presto in pensione e si sarebbe dedicato alla sua passione, l'agricoltura, avendo già avviato i primi lavori nel luogo dedicato ai suoi progetti: «Stavamo lavorando in campagna con mio padre, abbiamo avuto un incidente e lui non ce l'ha fatta. Mio padre si adoperava per creare qualcosa per me e i miei fratelli, per farci rimanere nel nostro territorio. Io sono l'ultimo di tre fratelli».

Valentino aveva altre idee per il futuro, voleva andare al nord a studiare Scienze Motorie, ma ha deciso di non andare, per non abbandonare il sogno del padre e per rimanere in Sicilia.

«Ho finito la scuola, sono sempre stato un appassionato di calcio, uno sportivo, volevo continuare, però volevo anche realizzare qualcosa di mio, è difficile lasciare il posto dove si è nati e dove ci si trova bene», ci racconta.

«La Sicilia, secondo me, è il posto più bello dove noi possiamo vivere, io nel mio futuro vedo la mia casa qui in Sicilia, però è una terra poco valorizzata e poco sfruttata, si potrebbe fare di più», aggiunge.

Nella sua azienda vengono coltivate le fragole e le fragoline, molto richieste dalle pasticcerie di Messina e Catania: «Forniamo i commercianti, i mercati e ovviamente anche vendita al dettaglio».

Per l'esattezza, sui suoi terreni vengono coltivate 40.000 piante di fragole, che hanno la particolarità di essere molto dolci perché coltivate su una ''terra morta'', la terra vulcanica: «Abbiamo il vantaggio di essere in produzione dai primi di maggio fino a poco prima di Natale. Il terreno è vulcanico, quindi la fragola ha un altro sapore», ci racconta.

Nel parco dell'Etna non è possibile coltivare con metodi non standard, si deve coltivare a terra, ma Valentino vorrebbe utilizzare dei metodi più moderni: «Coltiviamo a terra, però forse dal prossimo anno iniziamo anche con il fuori suolo, con dei panetti di fibra di cocco, che si cambiano ogni due anni.

La tecnologia avanza e ci dobbiamo adattare. Inoltre sarebbe anche meno faticoso, perché noi attualmente raccogliamo le fragole sul terreno, invece sarebbe meglio raccoglierle a 150 centimetri di altezza», ci racconta. Il giovane imprenditore non si è affidato a bandi o a contributi, ma ha fatto tutto da solo, anche per evitare i tempi burocratici.

Nel dicembre 2019 ha ricevuto un riconoscimento da parte del “Parlamento della legalità internazionale”, movimento culturale che gli ha dedicato un premio ''in ricordo della solarità del padre perché possa continuare ad operare a favore di una cultura di riscatto e di sviluppo portando avanti l’orgoglio che un padre ha per il proprio figlio''.

Valentino aveva in mente di produtrre anche liquore fragolino e marmellata di fragole, ma a causa del coronavirus, questo proposito è rimasto in stand-by.
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