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I Forconi hanno invaso Palermo: città occupata

La manifestazione è partita da piazza Croci per arrivare fino a Palazzo dei Normanni: molti i partecipanti da ogni parte della Sicilia

"Forconi" arrivati da ogni parte della Sicilia, dal ragusano al catanese, dall'agrigentino al trapanese, in attesa dell'incontro che stasera vede protagonisti Raffaele Lombardo e Mario Monti: molti Comuni hanno messo a disposizione autobus di linea affinché i manifestanti giungessero oggi a Palermo per riversarsi sulle strade a difendere una lotta che va ormai avanti da settimane e ha visto nella giornata di oggi il momento di massima coesione. Sebbene infatti i leader di Forza d'urto abbiano dato vita ad una polemica interna che li vede frammentati in due schieramenti, oggi tutti trovano intesa nella manifestazione che blocca Palermo: tir, uomini e bandiere della Sicilia avanzano verso la Regione. Naturalmente vari i problemi alla circolazione, che è stata deviata, e qualcuno avanza l'ipotesi di nuovi blocchi al porto.

Stamani, in collegamento da Palermo con Agorà su Rai Tre, Mariano Ferro è intervenuto dicendo «Non ci fermeremo. Abbiamo solo allentato i blocchi perchè non è una battaglia contro i siciliani ma per i siciliani. Se non verremo ascoltati troveremo altre forme di protesta ma ci faremo sicuramente sentire. Non c’e’ niente di pianificato perche’ aspettiamo delle risposte, vediamo cosa ci risponderanno».

Il percorso è partito da piazza Croci, raccogliendo già dalle prime ore centinaia di allevatori e contadini del movimento, oltre a Casapound, Anomalia e "Studenti in lotta". Queste le parole di Marco Alessandra, Presidente della consulta Provinciale degli studenti di Palermo: «Da giorni molte scuole siciliane sono in agitazione e la grande partecipazione al corteo di questa mattina dimostra la vicinanza del mondo studentesco alla battaglia dei piccoli imprenditori, dei lavoratori e dei disoccupati. Continueremo a sostenere attivamente il Movimento dei Forconi con forme di protesta che concorderemo nei prossimi giorni».

Portano in mano cartelli e bandiere della trinacria; imbracciano i forconi simbolo della protesta contro la crisi del settore; stringono striscioni con rivendicazioni economiche, ma anche contro Equitalia e Serit, "usurai legalizzati dello Stato"; gridano slogan contro il Presidente degli industriali siciliani Ivan Lo Bello, che negli scorsi giorni aveva denunciato infiltrazioni mafiose durante i blocchi della scorsa settimana. «I mafiosi si occupavano anche del "servizio d'ordine" nel corso della protesta, costringendo i commercianti a chiudere i negozi. Ci sono denunce in questo senso». Questo ha tenuto a precisare, durante la trasmissione Radio Anch'io: «Non ho mai detto che il Movimento dei forconi sia composto da mafiosi. Quello che mi ha stupito è che permane la polemica dei confronti di Confindustria Sicilia che da anni pone questo tema. Se abbiamo evidenze delle infiltrazioni mafiose, ai danni del movimento e non a favore, sia chiaro se ne deve prendere atto e agire di conseguenza». Slogan anche contro Lombardo per far si che le volontà da loro espresse venissero attuate oggi.

Studenti in lotta e forconi gridano a squarciagola i loro slogan e sventolano le loro bandiere. Mariano Ferro esclama: «Siamo disposti a tutto, anche alla morte. Non ci fermano, la politica faccia la sua parte oppure vadano tutti a casa. Il popolo siciliano non consentirà più saccheggi». «Stiamo scrivendo la storia. – aggiunge, circondato da contadini con la divisa blu del movimento - Lo Stato finora ci ha snobbato e solo ora che la protesta sta dilagando anche in altre regioni del Paese hanno capito che non possono sottovalutarci. Ma sia chiaro, noi non scendiamo a compromessi, andiamo avanti a testa alta e con orgoglio». Si aggiungono al corteo anche i giovani di "Giovane Italia", i militanti del movimento giovanile del Popolo della Libertà.

Anche Martino Morsello, nonostante le polemiche che nei giorni scorsi lo hanno visto protagonista, ha preso parte al corteo, sfilando in prima linea, ma defilato rispetto a Mariano Ferro. Il percorso è partito da piazza Croci raccogliendo già dalle prime ore centinaia di allevatori e contadini del movimento, oltre a Casapound, Anomalia e "Studenti in lotta". Queste sono le parole di Marco Alessandra, Presidente della consulta Provinciale degli studenti di Palermo: «Da giorni molte scuole siciliane sono in agitazione e la grande partecipazione al corteo di questa mattina dimostra la vicinanza del mondo studentesco alla battaglia dei piccoli imprenditori, dei lavoratori e dei disoccupati. Continueremo a sostenere attivamente il Movimento dei Forconi con forme di protesta che concorderemo nei prossimi giorni».

Portano in mano cartelli e bandiere della trinacria; imbracciano i forconi simbolo della protesta contro la crisi del settore; alcuni gridano slogan contro il Presidente degli industriali siciliani Ivan Lo Bello, che negli scorsi giorni aveva denunciato infiltrazioni mafiose durante i blocchi della scorsa settimana. «I mafiosi si occupavano anche del "servizio d'ordine" nel corso della protesta, costringendo i commercianti a chiudere i negozi. Ci sono denunce in questo senso». Questo ha tenuto a precisare, durante la trasmissione Radio Anch'io: «Non ho mai detto che il Movimento dei forconi sia composto da mafiosi. Quello che mi ha stupito è che permane la polemica dei confronti di Confindustria Sicilia che da anni pone questo tema. Se abbiamo evidenze delle infiltrazioni mafiose, ai danni del movimento e non a favore, sia chiaro se ne deve prendere atto e agire di conseguenza». Slogan anche contro Lombardo per far si che le volontà da loro espresse venissero attuate oggi.

Studenti in lotta e forconi gridando a squarciagola i loro slogan e sventolano le loro bandiere. Mariano Ferro esclama: «Siamo disposti a tutto, anche alla morte. Non ci fermano, la politica faccia la sua parte oppure vadano tutti a casa. Il popolo siciliano non consentirà più saccheggi». «Stiamo scrivendo la storia. – aggiunge, circondato da contadini con la divisa blu del movimento - Lo Stato finora ci ha snobbato e solo ora che la protesta sta dilagando anche in altre regioni del Paese hanno capito che non possono sottovalutarci. Ma sia chiaro, noi non scendiamo a compromessi, andiamo avanti a testa alta e con orgoglio». Si aggiungono al corteo anche i giovani di "Giovane Italia", i militanti del movimento giovanile del Popolo della Libertà.

Anche Martino Morsello, nonostante le polemiche che lo hanno visto protagonista nei giorni scorsi, ha preso parte al corteo sfilando in prima linea, ma defilato rispetto a Mariano Ferro. Forconi eautotrasportatori dell'Aias si sono riappacificati, il presidente dell'associazione dei Padrocini Giuseppe Richichi ha detto «Non mi aspetto nulla di buono dal vertice tra Monti e Lombardo, siamo in uno stato di polizia».

Non sono mancati momenti di tensione: al termine della mattinata si è sparsa voce che in mezzo alla folla di manifestanti potessero trovarsi anche alcune frange di estremisti, a riferirlo alcuni uomini della Digos. L'ipotesi concreta delle ultime ore è che molti gruppi di estrema destra e anarchici stiano sfruttando il malcontento sociale per dar vita a subbugli: la polizia ha allontanato alcuni militanti di Forza Nuova che distribuivano volantini. In seguito La Segreteria Regionale di Forza Nuova Sicilia smentisce categoricamente la notizia diffusa da alcune agenzie di stampa secondo la quale i suoi militanti sarebbero stati allontanati dal corteo del Movimento dei Forconi.

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