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Visiti Palermo e risolvi indovinelli ed enigmi: due nuove app per "scoprire" la città

Immaginate di visitare una città e i suoi luoghi della cultura e di trasformare il vostro itinerario in una caccia al tesoro o in un gioco di enigmi da risolvere

Balarm
La redazione
  • 15 giugno 2026

Le app "Gioca Museo" e "Museo City Palermo"

* Immaginate di visitare una città e i suoi luoghi della cultura e di trasformare il vostro itinerario in una caccia al tesoro o in un gioco di enigmi e misteri da risolvere. A Palermo tutto questo è realtà grazie a due applicazioni nate con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale della città attraverso linguaggi innovativi.

Si chiamano MuseoCity Palermo e GiocaMuseo ed entrambe sono pensate come esperienze digitali immersive, in quanto integrano narrazione, gioco e interattività per accompagnare visitatori e cittadini in un'esplorazione attiva e consapevole dei luoghi della cultura. Dallo spazio urbano ai musei, le due app trasformano la visita in un racconto da vivere in prima persona, favorendo un coinvolgimento emotivo e una connessione più profonda con opere, monumenti e storie.

Due progetti con cui l’Assessorato regionale Beni Culturali guidato da Francesco Paolo Scarpinato rivolge la giusta attenzione ai piccoli fruitori. È fondamentale infatti che le nuove generazioni possano scoprire, comprendere, amare il patrimonio culturale siciliano.

Le due app sono disponibili nel Play Store per Android e nell'App Store per iOS.

Gioca Museo:
clicca qui per scaricare l'app per iOS
clicca qui per scaricare l'app per Android

Museo City:
clicca qui per scaricare l'app per iOS
clicca qui per scaricare l'app per Android

Ve le raccontiamo nel dettaglio.

Nella prima app - MuseoCity Palermo il visitatore viene accompagnato alla scoperta dei principali luoghi di interesse urbano. Ogni tappa diventa parte di un racconto unitario, capace di trasformare Palermo in un grande palcoscenico narrativo.

L'utente è chiamato a svolgere un ruolo attivo: non solo osserva, ma esplora, risolve enigmi, affronta sfide e costruisce progressivamente il proprio percorso di scoperta. Questo approccio favorisce un legame autentico ed emotivo con i luoghi, rendendo l’esperienza culturale più significativa e partecipata.

Guida simbolica dell’app è Orlandino, versione giovane dell’eroe Orlando dell’Opera dei Pupi Siciliana. In quanto eroe in formazione, curioso e coraggioso, Orlandino riflette il ruolo dell’utente-esploratore e funge da efficace mediatore culturale.

Elemento centrale dell’esperienza è la dinamica ludico-narrativa legata proprio ai Pupi Siciliani: lungo il percorso, alcuni punti di interesse propongono indovinelli e mini-giochi. Superando le prove, l’utente "libera" i personaggi dell’Opera dei Pupi, che vengono raccolti in un medagliere virtuale. L’obiettivo finale è riunirli tutti su un palco digitale, simbolo del compimento del viaggio. Attraverso tre percorsi tematici, l’app invita così a esplorare Palermo in modo giocoso e narrativo.

GiocaMuseo è invece l'app creata per valorizzare i percorsi di visita del Museo Archeologico "Antonino Salinas" e della Galleria Regionale della Sicilia di "Palazzo Abatellis". Si tratta di uno strumento digitale innovativo che arricchisce l’esperienza museale, accompagnando i visitatori alla scoperta dei principali punti di interesse delle collezioni espositive.

Non si limita alla semplice divulgazione di contenuti, ma utilizza il linguaggio del gioco per mettere in luce le caratteristiche artistiche delle opere, trasformando la visita in un’esperienza dinamica, formativa e partecipativa.

Al Museo Salinas, l’esperienza assume la forma di una vera e propria caccia al tesoro: i visitatori sono invitati a cercare opere “nascoste” tra le sale, ricostruendo ciò che è stato scomposto, riunendo i frammenti e svelando il significato di un gesto misterioso, fino a scoprire chi ha occultato le opere e per quale motivo.

A Palazzo Abatellis, invece, il percorso si sviluppa attorno alla risoluzione di un enigma musicale. Un dettaglio fondamentale della monumentale tela dell’Assunta di Antonello Crescenzio — uno degli strumenti suonati dai cherubini — è scomparso. Recuperando gli elementi sottratti all’opera, i visitatori dovranno ricostruire l’armonia perduta e scoprire chi ha spostato gli oggetti.

A rendere l’esperienza ancora più immersiva contribuiscono due avatar d’eccezione: Antonino Salinas, illustre direttore del museo a lui intitolato, e Carlo Scarpa, visionario architetto autore del celebre allestimento di Palazzo Abatellis del 1954. Non semplici presenze figurative, ma guide digitali attive, capaci di interagire con i visitatori e accompagnarli nel racconto.

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