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I monumenti di Palermo tutti su una mappa: turisti e cittadini li vedranno su Google

Un misterioso ragioniere che ha censito tutti i monumenti della città di Palermo e ha poi inserito la mappa su Google: un lavoro certosino per aiutare cittadini e turisti

Lisa Sanfilippo
Giornalista e videomaker
  • 5 gennaio 2018

Un ingrandimento della mappa dei monumenti di Palermo

Su Google Maps adesso c'è la carta virtuale delle bellezze monumentali di Palermo: palazzi, monumenti, chiese, oratori, fontanelle, edifici conosciuti ma anche luoghi che non ci sono più, il tutto in una mappa virtuale per conoscere e apprezzare la storia di Palermo.

È l’idea del ragioniere quarantacinquenne Marcello Petrucci che, attraverso un lavoro attento e certosino, ha ideato sul portale globale di Google dedicato alle mappe una mappa dei siti storici e archeologici del territorio e del comprensorio.

Una mappa in continuo aggiornamento, consultabile gratuitamente, che al momento conta ben 3.444 luoghi con la rispettiva geolocalizzazione. Non mancano poi cenni storici e brevi descrizioni di alcuni di essi per rendere l'esperienza di cittadini curiosi e turisti più ricca.

Per la progettazione della mappa e la catalogazione del patrimonio storico-architettonico, intrapresa circa tre anni fa, Petrucci ha raccolto testimonianze, dirette e indirette, dati e fotografie di Palermo e dell’agro palermitano.

Una mappa virtuale da consultare con estrema facilità anche attraverso il proprio smartphone. Nell’anno di Palermo capitale della cultura, non può che essere uno strumento utile non solo per studenti ed istituzioni, ma soprattutto per turisti.

La pensano così tantissimi cittadini e in particolare esperti del settore turistico. «Questa mappa - precisa Eleonora Lo Iacono della cooperativa Terredamare - è l'esempio di come l'amore per la propria città possa trasformare una possibile lamentela fine a se stessa nell'occasione di realizzare qualcosa di incredibile».

«Marcello ha notato che mancava una mappa che non solo raccogliesse i monumenti esistenti, ma che potesse anche preservare la memoria di quelli che non ci sono più e il suo è un lavoro strabiliante di ricerca e conoscenza».

«Un amore enciclopedico e utile per tutti - conclude - e non possiamo che provare ammirazione e gratitudine».

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