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La Biennale d'arte Manifesta a Palermo: quando sarà, dove sarà e cosa succederà

Gli eventi, i luoghi e il significato di Manifesta 12, la Biennale d'arte organizzata a Palermo nel 2018 che ha come tema "Il Giardino Planetario. Coltivare la coesistenza"

Eugenia Nicolosi
Giornalista e scrittrice
  • 29 novembre 2017

Palazzo Butera a Palermo

Manifesta è una biennale nomade: ogni due anni viene organizzata in una città diversa e, intervenendo sull'area urbana e sulle periferie, interviene di fatto socialmente sul territorio.

L'edizione di Palermo (dal 16 giugno al 4 novembre 2018) è l'edizione numero 12 e, il tema sarà "Il Giardino Planetario. Coltivare la coesistenza". Il progetto esplora il significato di “coesistenza” in un mondo mosso da reti invisibili, interessi privati transnazionali, intelligenza algoritmica, processi ambientali e ineguaglianze che aumentano incessantemente attraverso la lente unica di Palermo.

Palermo, da sempre crocevia di tre continenti nel cuore del Mediterraneo sarà il cuore, il laboratorio sul quale lavoreranno artisti, curatori e operatori culturali internazionali che interverranno su quattro sezioni, ognuna si concentrerà su temi chiave.

"Garden of Flows", "Out of Control Room", "City on Stage" e il quartier generale della Biennale, il "Teatro Garibaldi", dove prima che Manifesta inizi, ospita il programma di eventi culturali "Aspettando Manifesta 12".

Il progetto curatoriale di Manifesta 12 nasce all'indomani della fase preliminare, di indagine, che si è conclusa con lo studio urbano "Palermo Atlas", a cura dello studio internazionale di architettura OMA.

Affidando la ricerca a uno studio di architettura esterno, la direzione Manifesta ha voluto ottenere una comprensione più profonda delle strutture sociali, culturali e geografiche di una città complessa e stratificata come Palermo, evidenziandone anche le opportunità e leggerne le trasformazioni contemporanee.

«Palermo Atlas - spiega l’architetto italiano e partner di OMA Ippolito Pestellini Laparelli - è uno studio sulla città passata e presente, una raccolta di modelli, percezioni, storie e testimonianze raccolte sul terreno e supportate da dati. Da un lato, Palermo è punto di partenza per raccontare la storia del Mediterraneo e dell’Europa in generale, dall’altra è una riflessione sulle caratteristiche specifiche di Palermo».

«Condotti da artisti e professionisti palermitani - continua - abbiamo camminato per la città, visitando oltre cento luoghi che hanno forte rilevanza storica, culturale, civile e sociale. La raccolta di viaggi, storie e incontri ci ha permesso di avvicinarci ai tanti contesti esistenti all’interno di Palermo e di iniziare ad accertarne la complessità. Manifesta 12 intende collaborare con la città per mobilitare la cittadinanza e lasciare un’eredità duratura».

Palermo si è rivelata essere la città ideale, in particolar modo in questo momento storico, consentendo a Manifesta di portare avanti il suo progetto di decodificazione dell’Europa.

A Palermo Manifesta indagherà sulle sfide e i fenomeni contemporanei da una posizione privilegiata come è la città - in quanto hub del Mediterraneo -e cercherà di mobilitare l’energia della città attraverso progetti legati al settore formativo e a quello della mediazione culturale, mettendo a disposizione della città la rete internazionale di Manifesta, affinché i meccanismi virtuosi che prenderanno vita, si protraggano nel tempo oltre la fine della manifestazione, in particolar modo attraverso dei progetti a lungo termine.

L’obiettivo principale di Manifesta è quello di fare da incubatore per Palermo e mobilitare gruppi locali e professionisti coinvolti nella produzione e in nuove forme di collaborazione.

Alcune di queste collaborazioni hanno già iniziato a prendere forma, come l’accordo con l’Università di Palermo, che includerà lo scambio tra studenti locali e internazionali su progetti di ricerca congiunti e opportunità di apprendimento per gli studenti UNIPA all’interno del quadro Manifesta.

Per esempio, Manifesta ospita attualmente un progetto di ricerca condiviso con gli studenti della Scuola d’Arte di Utrecht e dell’Università di Palermo. Altri progetti arriveranno da questo co-lab nei prossimi mesi. Imminente, la collaborazione con gli studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo.

I luoghi di Manifesta: oltre al Teatro Garibaldi, sarà attivata la piazza Magione, che verrà utilizzata come uno spazio en plein air per presentazioni pubbliche e rassegne di cinema.

Sempre in piazza Magione viene adoperata come sede della Biennale la seicentesca chiesa dei Santi Euno e Giuliano, compresa della Cripta barocca, e l'Orto Botanico di Palermo: fonte di ispirazione primaria per il progetto curatoriale di Manifesta 12 "Il Giardino Planetario. Coltivare la coesistenza".

Rientra tra i luoghi anche l'Orto Botanico, che ospiterà una delle quattro sezioni principali di Manifesta (Garden of Flows) che si concentra sulla tossicità, sulla vita delle piante e sulla cultura del giardinaggio in prospettiva globale.

E infine palazzo Butera, nell’antico quartiere della Kalsa: oggi oggetto di imponenti lavori di ristrutturazione e adattamento che a breve sarà sede museale e culturale a opera di Francesca e Massimo Valsecchi.

Manifesta 12 lancerà progetti anche al di fuori del centro storico di Palermo, espandendosi sia al sud che al nord della città, come nel quartiere ZEN (Zona Espansione Nord).

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