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Gli amici di infanzia votano Salvini: dalla Sicilia a Milano per ricordare Vallelunga

Un paese siciliano che ha sostenuto la Lega Nord e il partito di Salvini: è Vallelunga. Una storia di ricordi e di valori, di chi a Vallelunga ha imparato ad amare il prossimo

Grazia La Paglia
Giornalista e blogger
  • 12 marzo 2018

Una illustrazione di Yaoyao Mva

"Anche tu sei mio fratello, anche tu sei come me. Non importa se sei rosso, se sei giallo oppure nero. Hai le stesse mie mani, sei un ragazzo come me".

Sono questi alcuni dei versi che mi ricordano le estati della mia infanzia, quelle che passavo insieme a tanti altri ragazzini della mia generazione nella Casa del Fanciullo (un edificio che in passato accoglieva bambini disagiati o abbandonati) dove la parrocchia organizzava attività ricreative per i bimbi del paese.

Un piccolo paese nella provincia di Caltanissetta, Vallelunga, dove ho vissuto tutti i giorni fino ai 15 anni circa.

Un paese che porto nel cuore non solo perché è lì che ho le mie radici, ma perché è il paese che mi ha cresciuta. E oggi ringrazio quel piccolo paese per ciò che sono, per come sono cresciuta, per i valori che mi ha trasmesso.

Perché tra quelle piccole e ormai deserte stradine di un paesino dell'entroterra siciliano, tra quella gente, tra quella vita semplice, tra quelle giornate scandite dal suono – canto della “sirena”, si sono formate generazioni che hanno saputo fare. E dare.

E quando penso al “dare”, non posso non ricordare quelle giornate estive nella Casa del fanciullo, dove il parroco del paese e tanti giovanissimi volontari si occupavano dei bimbi più piccoli. Insieme disegnavamo, dipingevamo e cantavano canzoni che parlavano di solidarietà. Di unità. Di popoli che si incontrano e che abbattono le barriere che li dividono.

Sono questi i ricordi che custodisco, con gioia e non senza nostalgia, del mio paese. Ricordo, di quelle giornate estive, le pagine del Vangelo, le parabole, la storia del Buon Samaritano: un uomo che soccorre il prossimo nonostante la diversità. Un uomo che ha saputo guardare oltre. Un uomo che ha reso giustizia al nome che gli è stato dato: uomo. Un uomo che ha reso giustizia al popolo a cui appartiene: quello degli umani.

Quei canti, accompagnati dal suono di chitarre e di tamburelli, ci educavano ad andare oltre il colore della pelle, oltre le lingue, oltre le distanze geografiche. E ci ricordavano che, altrove, tantissimi bambini nostri coetanei non potevano godere di una uguale vita spensierata.

Una vita come quella dei figli di un piccolo e tranquillo paese di provincia che stavamo lì, sotto il sole e poi all'ombra degli alberi, a giocare con palloncini pieni d'acqua e pennarelli.

Si, perché dopo aver letto quelle pagine del Vangelo si tornava a giocare. Quando i quindici giorni di Grest terminavano, iniziava il piccolo festival canoro per bambini. Ve lo ricordate? Lo chiamavamo Canta-Grest.

Consisteva nel riproporre sul palco della piazza del paese i successi dello Zecchino D'Oro di quell'anno. Si portavano sul palco canzoni che erano state interpretate da bambini provenienti da tutto il mondo.

Poi l'estate finiva. Le foglie spente e che, pian piano, scivolavano sui marciapiedi e sull'asfalto ci ricordavano che era arrivato il momento di tornare tra i banchi di scuola. E dopo poco più di tre mesi si cominciava a preparare la recita di Natale. In una, ricordo, dovevo interpretare una ragazzina che faceva parte di un gruppo di bulli.

Un gruppo che aveva preso di mira un compagno di classe di colore. Ma, come tutte le recite pensate per gli alunni, per la scuola, per l'educazione, quella storia aveva il suo lieto fine.

Così un giorno, dopo vari spiacevoli episodi e dopo una presa di coscienza, il gruppo di bulli si rese conto di quanto uguale a loro fosse quel ragazzo giunto da lontano. Una bella recita, ricordo ancora, conclusasi con l'invito a pranzare tutti insieme in vista del Natale: i bulli insieme al compagno di colore.

Io ricordo tutto questo dell'infanzia del mio paese, dei valori che Vallelunga mi ha trasmesso. Vallelunga, lo stesso paese dimenticato da Dio che ha avuto il suo momento di visibilità per via di una larga donazione di voti alla Lega (Nord) durante l'ultima chiamata alle urne.

Io, della mia infanzia a Vallelunga, ricordo i sussidiari delle scuole elementari pieni di testi che dovevamo leggere e riassumere, o di poesie che dovevamo parafrasare. Ricordo quindi le poesie di Gianni Rodari, che parlavano di un unico grande mondo dai colori diversi.

Ricordo illustrazioni che ritraevano volti dai colori diversi, mani di colore diverso che si intrecciavano. E ancora testi e poesie sulla solidarietà, sull'accettazione del diverso.

Io sono fiera di essere cresciuta a Vallelunga. Perché Vallelunga non è soltanto Lega (Nord). Io sono fiera di quei valori che mi hanno trasmesso genitori, insegnanti e giovani volontari. E li custodisco bene.

Anche se non vado in chiesa tutte le domeniche. Anche se non sono una cattolica praticante. Vallelunga, un piccolo paese dimenticato da Dio, mi ha dato dei valori universali. Valori che sono stati studiati anche dai miei compagni di classe, come da tutti gli altri ragazzi della mia generazione. Avevamo gli stessi insegnanti. Bravi insegnanti. Frequentavamo lo stesso catechismo.

Studiavamo dagli stessi libri. Ma la vita è fatta anche di scelte. Magari si è scelto di dimenticare ciò che di buono ci è stato insegnato. Si è liberi anche di dimenticare.

Io non ho dimenticato il Vangelo, i canti estivi, le recite scolastiche, le poesie.

"Due domande per ridere e una sul serio. Chissà, chissà se la luna di Milano è la stessa che c’è a Bolzano e a Santa Marinella o è soltanto... sua sorella? E il sole di Torino è lo stesso di Pechino o è un sole… cugino? Siamo tutti sulla stessa terra, marinai dello stesso bastimento: perché farci la guerra invece di filare avanti sempre con le vele al vento?" (Gianni Rodari).

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