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La mafia resiste, il fascismo non esiste: una riflessione sui fatti di Macerata

Macerata è blindata dopo la tentata strage del 3 febbraio: sei giovani migranti sono stati feriti a colpi di pistola da Luca Traini, che in carcere è accolto come un eroe

Gianpiero Caldarella
Giornalista e autore di satira
  • 9 febbraio 2018

Una frame del film "American History X"

Sintetizziamo. Il “terrorista” che ha sparato a Macerata... No, scusate, dalla regia mi dicono che non si può definire terrorista, quello è un appellativo che va bene per i No Tav che sono in galera con l'accusa di terrorismo, nonostante non abbiano sparato per strada o messo bombe.

Bon, ricominciamo. Il “fascista” di Macerata... E no, dalla regia mi dicono che non sta bene parlare di fascismo che sennò poi quelli che in tv dicono che Mussolini ha fatto tante cose buone e giuste potrebbero essere ingiustamente associati a un'idea di violenza.

Facciamo così, chiamiamolo “il pazzo” e diamo la colpa a quel sinistroide di Basaglia che ha chiuso i manicomi. La colpa in fondo è di chi non lo ha votato quando si è presentato con la Lega.

Se fosse stato eletto al momento avremmo avuto uno stragista in meno per le strade e un rappresentante del popolo dal linguaggio colorato in più. Già, il linguaggio, l'unica cosa di “colorato” che ammettono queste teste fashion.

È interessante questa svolta revisionistica/negazionista che sta avvenendo in Italia. Se fascista equivale a pazzo, potremmo permetterci il lusso di chiamare Mussolini “il grande pazzo”, senza che nessuno ci resti male. Come se dovessimo parlare dei puffi e del grande puffo, trasformando le ideologie in derive neorealistiche dei cartoons.

Del resto il fascismo nell'Italia del 2018 non esiste mica. Per par condicio bisogna rispettare e ascoltare le opinioni e le cazzate di ognuno. Anche le righe che state leggendo in fondo possono essere un'emerita cazzata. Però la storia qualcosa la insegna.

Insegna ad esempio che fino a trent'anni faogni volta che si parlava di mafia si alzava un coro di “la mafia non esiste”. E da quando si è cominciata a combattere seriamente, dopo averne ammesso l'esistenza, la mafia è ancora lì, che resiste agli attacchi di uno Stato spesso ambiguo, e quelli che erano additati come paranoici ora, specie se da morti, vengono esaltati come eroi.

Ora la cosa bella è che se è vero che il tempo è galantuomo è anche vero che le merde restano sempre a galla. Sono sempre lì a prestare la loro voce, il loro megafono o il loro silenziatore alle maggiori oscenità a cui assistiamo in Italia.

E scommetterei anche sul fatto che molti di quelli che trent'anni fa sostenevano che la mafia non esisteva, oggi affermano che in Italia il pericolo del fascismo non esiste.

Questo non significa che tra mafiosi e fascisti via sia un'equivalenza o un legame tanto stretto o addirittura un'analogia di fini e comportamenti.

No, no! Questo significa solo che la storia insegna a distinguere una tragedia da una farsa che spesso è la premessa di una tragedia e non solo una sua sbiadita replica.

Questo significa che l'olfatto insegna a riconoscere l'odore della merda anche se è messa in tavola o “impiattata” in un servizio di porcellana. Porcellana!

Non è una questione di lana caprina. Ma una questione di/da porci sì. E non se la prendano i vegetariani se uno poi inizia a sognare i salumi.

Cari saluti e salumi aggratis a tutti.

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