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Per chi non l'ha visto: a Palermo c'è stato uno show fenomenale (e molto famoso)

Lui è "il miglior clown del mondo", Slava Poluin e a sua geniale invenzione è "Snow Show": un vero e proprio fenomeno che ti lascia a bocca aperta tra palle colorate e luci

Giovanni Callea
Esperto di marketing territoriale e sviluppo culturale
  • 2 aprile 2019

Non avevo mai sentito parlare di Slava Polunin e del suo "Snow show". L’ultimo spettacolo è stato al Biondo domenica 31 marzo.

Sono andato con i miei figli. Marco molto poco convinto di uno spettacolo senza parole, ha protestato per tutta la strada. Il patto era che se dopo mezz’ora non fosse stato contento saremmo andati via.

Sono bastati pochi secondi per entrare nella poesia della narrazione. Una narrazione a salti che non racconta tanto una storia quanto emozioni le più diverse. Con personaggi surreali che in pochi minuti diventano amici di sempre.

Sopra tutti naturalmente il clown giallo. Con le sue tenerezze, e con la sua poesia e la corte surreale di clown verdi di cui è attorniato.

La scena nella quale un cappotto ed un cappello creano un immaginaria persona da cui separarsi prima di una partenza è realmente straordinaria, ed aiuta a ricordare che l’arte per emozionare e per stupire ha bisogno di molto poco.

Un mondo onirico, popolato di creature mai viste e familiari allo stesso tempo. Ed uno spettacolo nel quale queste creature interagiscono con il pubblico.

Sempre, almeno è valso per me, immerso in questo mondo che non è fatato, non è onirico, non è surreale. Ma forse è tutte e tre le cose allo stesso tempo.

Realmente uno spettacolo imperdibile che mette voglia di tornare al teatro per rivederlo tante volte. Il viaggio di ritorno verso casa non è stato altro che un raccontarsi lo spettacolo, le scene più belle, i protagonisti più simpatici, come neanche con i film più avvincenti.

Siamo entrati nel mondo del clown giallo, e se siamo usciti solo qualche minuto durante l’intervallo, mio figlio Marco doveva andare in bagno, e sulla strada, fortuna delle fortune, abbiamo incontrato proprio lui, il clown, che gli dà una pacca sulla testa, trasformando anche quel momento in una parte da raccontare della nostra personale esperienza di spettacolo.

Il finale non lo racconto, per non togliere la sorpresa a chi non è andato perché il consiglio è per chiunque ami l’arte, il teatro, la sorpresa, di non perderlo alla prossima occasione utile. Lo spettacolo, ho letto essere in giro da 25 anni, e credo che resterà in giro per sempre.

Del finale mi limito a dire che ho trovato un modo esemplare per trasformare tutto il pubblico in parte dello spettacolo stesso. Attori e scenografia allo stesso tempo.

Senza invitare nessuno a fare nulla poi tutti abbiamo sentito il bisogno di fare qualcosa. E insieme alle tante emozioni sottili non è mancata la gioia di vedere i bambini saltare e divertirsi.

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