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"Aperti per Voi": due tesori di Palermo si svelano (gratis) ogni giovedì fino a dicembre

Balarm
La redazione

La chiesa di Santa Maria in Valverde a Palermo

Aperture prolungate e straordinarie ed eventi speciali per rendere la bellezza, l’arte e la cultura beni accessibili a tutti.

I luoghi aperti dal Touring Club Italiano grazie ai suoi soci volontari si animano, in tutta Italia, con "Aperti per Voi": un palinsesto per celebrare la bellezza che, a Palermo, diventa un'importante occasione per svelare due tesori di solito non accessibili al pubblico.

Parliamo della Chiesa di Santa Maria in Valverde e la Chiesa di San Giorgio dei Genovesi, visitabili tutti i giovedì di novrembre e dicembre, dalle ore 16.00 alle 19.00 (per la visita non c'è bisogno di alcuna prenotazione, basta recarsi direttamente sul luogo).

La Chiesa di San Giorgio dei Genovesi (Piazza San Giorgio dei Genovesi) è sorta tra il 1575 e il 1596 nel quartiere della Loggia, la tipologia basilicale adottata, indica la volontà di erigere un edificio ambizioso sul piano economico ed architettonico, che solo gli Ordini religiosi più importanti e le Nazioni più ricche, come appunto quella dei Genovesi, potevano adottare nella Palermo cinquecentesca; è oggi considerata l'esempio più autorevole dell'architettura rinascimentale palermitana.
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All'interno, le lapidi sepolcrali e le edicole marmoree testimoniano della concorrenza esistente tra le più ricche famiglie genovesi.

Di recente, e dopo un restauro, sono stati ricollocati nella chiesa i dipinti che decoravano le edicole e che confermano ulteriormente come Palermo fosse una città cosmopolita che intratteneva scambi culturali con il resto d'Italia. 

La Chiesa di Santa Maria in Valverde (Piazza Cavalieri di Malta) annessa nel XIV secolo ad un grande monastero carmelitano, è stata sottoposta a partire dal 1633 ad un progetto di trasformazione ideato da Mariano Smiriglio, primo architetto ufficiale del Senato palermitano.

Alla fine del XVII secolo il proseguimento della costruzione ed il progetto decorativo vengono affidati a Paolo Amato. L'interno della chiesa è ad aula rettangolare con presbiterio semicircolare e coro all'ingresso sorretto da un grande arco; il sottocoro fu affrescato nel 1750 da Olivio Sozzi.

La chiesa, in decadenza dopo la soppressione dell'ordine conventuale, fu riaperta nel 1872. Danneggiata durante l'ultima guerra, è stata spogliata degli arredi; i primi interventi di restauro sono stati eseguiti tra il 1979 e il 1980; nel 1997 la chiesa è stata riaperta al culto ed è stata ricollocata sull'altare la pala di Pietro Novelli Madonna del Carmelo con i santi Teresa d'Avila e Maria Maddalena dei Pazzi e i beati Alberto e Angelo da Licata.
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