"Il confine dell'oblio" a Palermo: Sergej Lebedev da Modusvivendi
Sergej Lebedev in esclusiva a Palermo, con l'autore dialoga Alli Traina. Traduzione consecutiva a cura di Emilia Sakharova.
Fin dalla nascita – anzi ancor prima – si instaura un legame segreto tra il giovane protagonista del romanzo e il vicino di casa, un anziano silenzioso e cieco che pian piano prende il posto dei due nonni morti in guerra. Su di lui girano voci e sospetti ma nessuno conosce il suo passato e nemmeno al bambino, che un po’ lo teme, è dato di sapere qualcosa.
Eppure quando la violenza politica scuote la Russia e i carri armati sono in strada per il golpe del 1991, il vecchio cieco sacrifica la propria vita per salvare quella del bambino. Chi era veramente quell’uomo? Cosa aveva fatto per dover celare il proprio passato a tutti? Inizia così una lunga indagine che porterà il protagonista – prima ragazzo e poi adulto – nei vasti territori del grande Nord siberiano.
Quello che trova, tra le miniere dimenticate, le caserme e gli ex gulag, è un mondo relegato nell’oblio, dove tutto ormai viene ignorato: sia le vittime sia i carnefici. Un racconto inquietante e magnifico, dalla scrittura raffinata e ricca per un’opera di portata e profondità rare che evoca l’incredibile e violata bellezza di una terra in cui l’uomo, la macchina e la natura hanno collaborato nell’annichilimento di milioni di vite durante il secolo sovietico. Un romanzo magistrale, un tentativo epico e letterario di salvare la Storia dall’oblio.
Sergej Lebedev è nato a Mosca nel 1981 e ha lavorato per sette anni in spedizioni geologiche nella Russia settentrionale e in Asia centrale. Lebedev è un poeta, saggista e giornalista. Oggi è una delle voci più importanti della nuova letteratura russa.
Vini offerti da Tasca D'Almerita, sponsor di cultura.
Fin dalla nascita – anzi ancor prima – si instaura un legame segreto tra il giovane protagonista del romanzo e il vicino di casa, un anziano silenzioso e cieco che pian piano prende il posto dei due nonni morti in guerra. Su di lui girano voci e sospetti ma nessuno conosce il suo passato e nemmeno al bambino, che un po’ lo teme, è dato di sapere qualcosa.
Eppure quando la violenza politica scuote la Russia e i carri armati sono in strada per il golpe del 1991, il vecchio cieco sacrifica la propria vita per salvare quella del bambino. Chi era veramente quell’uomo? Cosa aveva fatto per dover celare il proprio passato a tutti? Inizia così una lunga indagine che porterà il protagonista – prima ragazzo e poi adulto – nei vasti territori del grande Nord siberiano.
Quello che trova, tra le miniere dimenticate, le caserme e gli ex gulag, è un mondo relegato nell’oblio, dove tutto ormai viene ignorato: sia le vittime sia i carnefici. Un racconto inquietante e magnifico, dalla scrittura raffinata e ricca per un’opera di portata e profondità rare che evoca l’incredibile e violata bellezza di una terra in cui l’uomo, la macchina e la natura hanno collaborato nell’annichilimento di milioni di vite durante il secolo sovietico. Un romanzo magistrale, un tentativo epico e letterario di salvare la Storia dall’oblio.
Sergej Lebedev è nato a Mosca nel 1981 e ha lavorato per sette anni in spedizioni geologiche nella Russia settentrionale e in Asia centrale. Lebedev è un poeta, saggista e giornalista. Oggi è una delle voci più importanti della nuova letteratura russa.
Vini offerti da Tasca D'Almerita, sponsor di cultura.














