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Permanenza di identità in "Mille anni di preghiere" della scrittrice cinese Yiyun Li

A conclusione del programma 2012 della Società Dante Alighieri di Palermo, che quest'anno ha variamente declinato il tema "Identità e diversità", Giusi Tamburello, docente di Lingua e Letteratura Cinese presso la Facoltà di Lettere di Palermo, terrà una conferenza dal titolo Permanenza di identità in "Mille anni di preghiere" della scrittrice cinese Yiyun Li (Einaudi). Si vuole, in tal modo, gettare uno sguardo sull'opera pubblicata da Yiyun Li in lingua inglese al fine di mettere a confronto culture e civiltà che, per quanto lontane, sono destinate a uno scambio sempre più ravvicinato. Nell'era della globalizzazione la prospettiva interculturale diviene indispensabile e la percezione e la conoscenza di sé ancor più si definiscono attraverso l'imprescindibile riconoscimento dell'altro. La letteratura in tal senso diviene il veicolo privilegiato del dialogo e della conoscenza reciproca. Il racconto eponimo della raccolta di racconti di cui parlerà la studiosa pone, fuori dai luoghi comuni, il tema del dialogo. In una città del Midwest un anziano signore cinese, Mr Shi, riesce a comunicare in uno stentato inglese, e a volte parlando direttamente la sua lingua, con una signora iraniana, mentre ha difficoltà a stabilire un vero dialogo con la figlia che è venuto a trovare dalla lontana Cina. "Ci vogliono trecento anni di preghiere per avere l'occasione di attraversare un fiume nella stessa barca", afferma un proverbio cinese. "Ci vogliono tremila anni di preghiere per poggiare la tua testa sul cuscino accanto a quella della persona che ami". Ovvero, per riuscire a condividere un'esperienza di vita, a stabilire un rapporto con l'altro occorre un lungo, umile esercizio sostenuto da un forte senso religioso. E per un padre e una figlia occorrono forse mille anni di preghiere, come recita il titolo del libro. Sullo sfondo la Cina con la sua storia millenaria e le profonde trasformazioni odierne

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