Loste rende omaggio alla Palermo dei Florio: il murale (e la mostra) da Pablo Listening Bar
Il murale di Loste a Palermo
Non è soltanto un intervento artistico, ma un gesto simbolico che guarda al passato per riscrivere il presente di Palermo. Si inaugura venerdì 27 marzo, a partire dalle 17.00, il nuovo murale di 12 metri realizzato da Loste, street artist siciliano attivo da oltre 20 anni nel panorama del muralismo, per Pablo Listening Bar.
L’opera, realizzata all'inizio di via Gemmellaro, rende omaggio alla Palermo della Belle Époque, quella dei Florio, quando la città viveva un autentico Risorgimento culturale. Erano gli anni della costruzione del Teatro Massimo, dell’affermazione dello stile Liberty e di una vitalità artistica che portava Palermo a dialogare con le grandi capitali europee. Un’epoca in cui l’arte, l’architettura e la musica contribuivano a definire un’identità sofisticata e cosmopolita.
Quel fermento, oggi, sembra riemergere sotto nuove forme. Se allora erano i salotti e i teatri a trainare la rinascita, oggi è anche la musica a svolgere un ruolo centrale: un linguaggio trasversale che attraversa le epoche e continua a generare comunità. Palermo vive una stagione di rinnovato dinamismo artistico, con una scena vivace e riconosciuta ben oltre i confini locali.
Inoltre per tutto il weekend, dal 27 al 29 marzo, da "Pablo" è allestita anche la mostra dal titolo "Goldenera", la personale di Loste che unisce arte contemporanea, musica e riflessione sulla trasformazione urbana. Non solo esposizione, ma un progetto culturale articolato che mette al centro il valore simbolico dell’oro e il ruolo della street art nei processi di riqualificazione urbana.
«In questo contesto, Pablo Listening Bar si è affermato, nel giro di un solo anno, come un vero hub culturale - spiega Alessandro Ortolano -. Non solo luogo di esibizione, ma spazio di incontro e contaminazione, capace di attrarre artisti che lo vivono anche come punto di riferimento quotidiano. Le collaborazioni con etichette indipendenti, brand attenti alla cultura e la partecipazione a eventi stanno contribuendo a costruire una rete che proietta questa realtà su scala nazionale e internazionale.
Il murale di Loste rappresenta anche l’inizio di un percorso più ampio di rigenerazione urbana. Via Gemmellaro, un tempo ricca di botteghe artigiane e laboratori artistici, torna a essere un luogo di produzione culturale. Nei prossimi mesi, altri street artist interverranno lungo la strada, dando forma a un progetto che mira a contrastare vandalismo e degrado attraverso quella che potremmo definire una forma di "rumore della bellezza"».
In una città che ha conosciuto stagioni difficili, segnate dal sacco edilizio e dall’abbandono, l’arte torna a farsi strumento di riscatto. Oggi Palermo non solo vede il ritorno di molti giovani che avevano cercato altrove opportunità e futuro, ma accoglie anche nuovi abitanti provenienti da fuori, attratti dalla possibilità di vivere e lavorare qui, anche grazie al lavoro agile.
L’auspicio è che a questi interventi artistici possano affiancarsi anche nuove forme di cura dello spazio pubblico, come l’installazione di arredi urbani, capaci di restituire dignità e vivibilità alla strada. Perché, in un mondo che brucia, la bellezza resta forse l’unica arma in grado di "salvare".
L’opera, realizzata all'inizio di via Gemmellaro, rende omaggio alla Palermo della Belle Époque, quella dei Florio, quando la città viveva un autentico Risorgimento culturale. Erano gli anni della costruzione del Teatro Massimo, dell’affermazione dello stile Liberty e di una vitalità artistica che portava Palermo a dialogare con le grandi capitali europee. Un’epoca in cui l’arte, l’architettura e la musica contribuivano a definire un’identità sofisticata e cosmopolita.
Quel fermento, oggi, sembra riemergere sotto nuove forme. Se allora erano i salotti e i teatri a trainare la rinascita, oggi è anche la musica a svolgere un ruolo centrale: un linguaggio trasversale che attraversa le epoche e continua a generare comunità. Palermo vive una stagione di rinnovato dinamismo artistico, con una scena vivace e riconosciuta ben oltre i confini locali.
Inoltre per tutto il weekend, dal 27 al 29 marzo, da "Pablo" è allestita anche la mostra dal titolo "Goldenera", la personale di Loste che unisce arte contemporanea, musica e riflessione sulla trasformazione urbana. Non solo esposizione, ma un progetto culturale articolato che mette al centro il valore simbolico dell’oro e il ruolo della street art nei processi di riqualificazione urbana.
«In questo contesto, Pablo Listening Bar si è affermato, nel giro di un solo anno, come un vero hub culturale - spiega Alessandro Ortolano -. Non solo luogo di esibizione, ma spazio di incontro e contaminazione, capace di attrarre artisti che lo vivono anche come punto di riferimento quotidiano. Le collaborazioni con etichette indipendenti, brand attenti alla cultura e la partecipazione a eventi stanno contribuendo a costruire una rete che proietta questa realtà su scala nazionale e internazionale.
Il murale di Loste rappresenta anche l’inizio di un percorso più ampio di rigenerazione urbana. Via Gemmellaro, un tempo ricca di botteghe artigiane e laboratori artistici, torna a essere un luogo di produzione culturale. Nei prossimi mesi, altri street artist interverranno lungo la strada, dando forma a un progetto che mira a contrastare vandalismo e degrado attraverso quella che potremmo definire una forma di "rumore della bellezza"».
In una città che ha conosciuto stagioni difficili, segnate dal sacco edilizio e dall’abbandono, l’arte torna a farsi strumento di riscatto. Oggi Palermo non solo vede il ritorno di molti giovani che avevano cercato altrove opportunità e futuro, ma accoglie anche nuovi abitanti provenienti da fuori, attratti dalla possibilità di vivere e lavorare qui, anche grazie al lavoro agile.
L’auspicio è che a questi interventi artistici possano affiancarsi anche nuove forme di cura dello spazio pubblico, come l’installazione di arredi urbani, capaci di restituire dignità e vivibilità alla strada. Perché, in un mondo che brucia, la bellezza resta forse l’unica arma in grado di "salvare".
|
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
|










Seguici su Facebook
Seguici su Instagram
Iscriviti al canale TikTok
Iscriviti al canale Whatsapp
Iscriviti al canale Telegram




