"Moana, Valentina e mia madre": opere di Ennio Parasiliti Caprino in mostra a Palermo
Il lavoro dell'ultimo anno di Ennio Parasiliti Caprino raccolto da Giorgia Landolina nella mostra "Moana, Valentina e mia madre", esposta dal 21 dicembre all'8 gennaio da "Mario&Mario - spazioperlapittura", in via Firenze 10 a Palermo.
La ricerca artistica di Caprino ruota attorno all'accumulo di diversi materiali che entrano in dialogo con elementi figurativi estratti dalla vita di tutti i giorni e rielaborati attraverso la pittura.
I suoi sono assemblaggi fisici e pittorici, che prendono forma da istantanee fotografiche prelevate dalla sua quotidianità, raccolte nel corso dei mesi e accostate ai suoi flussi di coscienza.
Visioni che danno vita a nuove immagini volutamente ambigue, una sorta di materializzazione empirica del processo di sedimentazione della memoria, tradotta nella materialità degli assemblaggi.
Le immagini che crea non sono mai il frutto di un lavoro programmatico ma rappresentano più l’incontro in un momento casuale tra un soggetto e l'altro, frutto di un processo di totalmente libero e casuale ma allo stesso tempo controllato dalla consapevolezza che l'istante di creazione arriverà al momento ideale.
Questi atti creano altri materiali che in qualche modo portano con sé la traccia tangibile di un pensiero sfuggente che dà vita ad una narrazione della materia stessa attraverso quella che Jung chiamerebbe "sincronicità".
La ricerca artistica di Caprino ruota attorno all'accumulo di diversi materiali che entrano in dialogo con elementi figurativi estratti dalla vita di tutti i giorni e rielaborati attraverso la pittura.
I suoi sono assemblaggi fisici e pittorici, che prendono forma da istantanee fotografiche prelevate dalla sua quotidianità, raccolte nel corso dei mesi e accostate ai suoi flussi di coscienza.
Visioni che danno vita a nuove immagini volutamente ambigue, una sorta di materializzazione empirica del processo di sedimentazione della memoria, tradotta nella materialità degli assemblaggi.
Le immagini che crea non sono mai il frutto di un lavoro programmatico ma rappresentano più l’incontro in un momento casuale tra un soggetto e l'altro, frutto di un processo di totalmente libero e casuale ma allo stesso tempo controllato dalla consapevolezza che l'istante di creazione arriverà al momento ideale.
Questi atti creano altri materiali che in qualche modo portano con sé la traccia tangibile di un pensiero sfuggente che dà vita ad una narrazione della materia stessa attraverso quella che Jung chiamerebbe "sincronicità".














