"Neanche il tempo di piacersi": la satira di Marco Falaguasta al Teatro Agricantus
In "Neanche il tempo di piacersi", in scena al Teatro Agricantus di Palermo da giovedì 21 a domenica 24 aprile (giovedì, venerdì e sabato alle ore 21.00, domenica alle ore 18.00), Marco Falaguasta, volto noto della fiction televisiva e direttore artistico del Teatro Testaccio di Roma, si cimenta con le modalità dello storytelling in una satira divertente ed impietosa sulla nostra società, sui nostri costumi e dei rinnovati linguaggi, dai quali gli "adulti" siamo sempre più spesso tagliati fuori.
Scritto dallo stesso Falaguasta con Alessandro Mancini e Tiziana Foschi, che firma anche la regia, "Neanche il tempo di piacersi" è racconto divertente e arguto che diventa cronaca dei nostri tempi, nel quale ognuno può riconoscersi.
«Tutto è nato dalla mia esperienza di genitore - racconta l’attore -. Pur vivendo e lavorando su parole e relazioni, mi sono scoperto jurassico e anacronostico nella relazione con i miei figli e il loro mondo. E sempre più spesso, invece di provare a comprendere i loro codici, mi scopro a giudicare i ragazzi e ad attribuire a loro la colpa delle nostre difficoltà d’interazione. Noi che siamo stati ragazzi spensierati e felici negli anni ’80, gli anni del boom economico del quale respiravamo l’ottimismo e la positività, siamo diventati genitori in questi tempi pieni di incertezze, instabilità ma anche di progresso e connettività».
Scritto dallo stesso Falaguasta con Alessandro Mancini e Tiziana Foschi, che firma anche la regia, "Neanche il tempo di piacersi" è racconto divertente e arguto che diventa cronaca dei nostri tempi, nel quale ognuno può riconoscersi.
«Tutto è nato dalla mia esperienza di genitore - racconta l’attore -. Pur vivendo e lavorando su parole e relazioni, mi sono scoperto jurassico e anacronostico nella relazione con i miei figli e il loro mondo. E sempre più spesso, invece di provare a comprendere i loro codici, mi scopro a giudicare i ragazzi e ad attribuire a loro la colpa delle nostre difficoltà d’interazione. Noi che siamo stati ragazzi spensierati e felici negli anni ’80, gli anni del boom economico del quale respiravamo l’ottimismo e la positività, siamo diventati genitori in questi tempi pieni di incertezze, instabilità ma anche di progresso e connettività».














