"Penelope - L'Odissea è Fimmina": la prima nazionale al Teatro Antico di Segesta
Nell'ambito del "Calatafimi Segesta Festival - Dionisiache 2018" va in scena al Teatro antico di Segesta la prima nazionale di "Penelope - L'Odissea è fimmina", una moderna riscrittura di Omero dell'autrice Luana Rondinelli, anche regista dell'opera.
In scena Giovanna Centamore, Corinna Lo Castro, Luana Rondinelli, Mauro Failla, Giovanni Maria Currò e Camilla Bianchi, con la supervisione artistica di Nicasio Anzelmo e le musiche di Francesca Incudine.
Protagonista dell'opera è Penelope, moglie di Ulisse, madre di Telemaco, discendente da parte di padre dal grande eroe Perseo (Icario era suo nipote) e cugina di Elena, vista da una inedita prospettiva.
Una gioventù molto combattuta, violentata più volte dal padre, data in sposa a Ulisse, di cui attesa per vent'anni il ritorno. Ulisse, partito per la guerra di Troia, cresce da sola il piccolo Telemaco e evitando di scegliere uno tra i proci, nobili pretendenti alla sua mano, anche grazie al famoso stratagemma della tela: di giorno tesseva il sudario per Laerte, padre di Ulisse, mentre di notte lo disfaceva. Avendo promesso ai Proci che avrebbe scelto il futuro marito al termine del lavoro, rimandava all'infinito il momento della scelta.
L'astuzia di Penelope, tuttavia, durò "solo" per poco meno di quattro anni a causa di un'ancella traditrice che riferì ai proci l'inganno della regina. Alla fine, Ulisse tornò, uccise i proci e si ricongiunse con la moglie. Penelope è il simbolo per antonomasia della fedeltà coniugale femminile. Tornato nuovamente a casa dopo l'estremo viaggio, Ulisse poté nuovamente godere della moglie e secondo una versione la rese incinta di altri due figli: Poliporte e Arcesilao.
In scena Giovanna Centamore, Corinna Lo Castro, Luana Rondinelli, Mauro Failla, Giovanni Maria Currò e Camilla Bianchi, con la supervisione artistica di Nicasio Anzelmo e le musiche di Francesca Incudine.
Protagonista dell'opera è Penelope, moglie di Ulisse, madre di Telemaco, discendente da parte di padre dal grande eroe Perseo (Icario era suo nipote) e cugina di Elena, vista da una inedita prospettiva.
Una gioventù molto combattuta, violentata più volte dal padre, data in sposa a Ulisse, di cui attesa per vent'anni il ritorno. Ulisse, partito per la guerra di Troia, cresce da sola il piccolo Telemaco e evitando di scegliere uno tra i proci, nobili pretendenti alla sua mano, anche grazie al famoso stratagemma della tela: di giorno tesseva il sudario per Laerte, padre di Ulisse, mentre di notte lo disfaceva. Avendo promesso ai Proci che avrebbe scelto il futuro marito al termine del lavoro, rimandava all'infinito il momento della scelta.
L'astuzia di Penelope, tuttavia, durò "solo" per poco meno di quattro anni a causa di un'ancella traditrice che riferì ai proci l'inganno della regina. Alla fine, Ulisse tornò, uccise i proci e si ricongiunse con la moglie. Penelope è il simbolo per antonomasia della fedeltà coniugale femminile. Tornato nuovamente a casa dopo l'estremo viaggio, Ulisse poté nuovamente godere della moglie e secondo una versione la rese incinta di altri due figli: Poliporte e Arcesilao.














