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Prima nazionale per "Diskolos" di Menandro al Teatro Antico di Segesta

Oltre 50 spettacoli, 17 concerti con 4 notti bianche, 5 conferenze e 2 eventi speciali dedicati alla Luna e alle stelle. Fitto il programma (ne abbiamo parlato qui) delle Dionisiache 2019, curato dal direttore artistico Nicasio Anzelmo, che va dal 19 luglio fino al 1° settembre prossimo.

Prima nazionale per “Diskolos” di Menandro, impianto scenico e regia di Cinzia Maccagnano, che verrà messo in scena martedì 6 agosto, alle 19.45 (repliche mercoledì 7 e giovedì 8), nel teatro del Parco archeologico di Segesta. In scena: Raffaele Gangale, Dario Garofalo, Cinzia Maccagnano, Luna Marongiu, Cristina Putignano. Musiche di Germano Mazzocchetti composte per Dyskolos prodotto dall'I.N.D.A. nel 1995 per la regia di Egisto Marcucci; costumi di Monica Mancini; maschere di Giancarlo Santanelli e Luna Marongiu.

Sostrato, un ricco giovane di buona famiglia, si innamora di una semplice e bella ragazza di campagna, figlia di un vecchio e bisbetico contadino, Cnemone, con il quale abita. La moglie di lui, infatti, esasperata e stanca, si è trasferita dal figlio di primo letto, il serio e laborioso Gorgia. Sostrato si conquista l’amicizia di Gorgia e si offre di lavorare nei campi per conoscere meglio il burbero padre della ragazza di cui è innamorato. Intanto la madre di Sostrato, il servo Geta e il cuoco Sicone allestiscono un sacrificio presso il tempio di Pan, che si trova proprio accanto alla casa di Cnemone; la confusione che ne scaturisce accende l’ira del vecchio misantropo che si rifiuta di prestare la pentola di cui c’è bisogno per l'offerta votiva.

Ma la sorte vuole che, nel tentativo di recuperare da un pozzo un secchio sfuggito alla sua serva, Cnemone vi precipiti dentro. Sostrato e Gorgia corrono a salvarlo. Cnemone, dopo il pericolo che ha corso, si mostra più ragionevole e concede la mano della figlia a Sostrato. Nell'entusiasmo del momento Sostrato ottiene dal padre Callippide che la sorella sia concessa in sposa all'amico Gorgia. La commedia si conclude con una doppia festa di nozze a cui tutti i servi trascinano il riluttante Cnemone, oramai arreso all’inevitabile condivisione.

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