"Shakespeare e le Arti. Teatro, musica, arti visive": la presentazione del libro alla Feltrinelli di Palermo
Alla Feltrinelli di Palermo Maria Paola Altese e Giuseppe Collisani presentano il libro da loro curato "Shakespeare e le Arti. Teatro, musica, arti visive" (Il Palindromo) insieme a Attilio Carapezza e Silvia Amodeo. Intervento musicale di Giuseppe Montagno (controtenore) e Giorgio Cerniglia (chitarra).
Questo volume, attraverso una serie di saggi scritti da specialisti delle varie discipline interessate, ricostruisce il dialogo e l’intreccio costante tra Shakespeare, le sue opere e la produzione artistica a lui ispirata, a partire dal suo teatro (Romeo and Juliet, Othello) e dalla sua visione della musica (Il Mercante di Venezia) per giungere all’opera lirica ottocentesca (L’Otello di Rossini) con incursioni nella liederistica romantica (Schubert), e, a ritroso, nel territorio di poco noti rifacimenti e riscritture shakespeariane nel teatro d’opera italiano del primo Settecento (Rosalinda, libretto di Rolli, musica di Veracini).
L’attenzione alla contemporaneità si svolge attraverso l’aspetto memoriale-sentimentale di una perenne ricerca che governa l’alta regia d’opera (Denis Krief) e attraverso il ruolo fondamentale delle arti visive in particolar modo legate alla complessa macchina della produzione operistica (bozzetti di scena di Salvatore Fiume a Palermo per I Capuleti e I Montecchi, con ampio apparato illustrativo), e del cinema, con un’analisi approfondita di tutte le trasposizioni dell’Amleto sul grande schermo.
Questo volume, attraverso una serie di saggi scritti da specialisti delle varie discipline interessate, ricostruisce il dialogo e l’intreccio costante tra Shakespeare, le sue opere e la produzione artistica a lui ispirata, a partire dal suo teatro (Romeo and Juliet, Othello) e dalla sua visione della musica (Il Mercante di Venezia) per giungere all’opera lirica ottocentesca (L’Otello di Rossini) con incursioni nella liederistica romantica (Schubert), e, a ritroso, nel territorio di poco noti rifacimenti e riscritture shakespeariane nel teatro d’opera italiano del primo Settecento (Rosalinda, libretto di Rolli, musica di Veracini).
L’attenzione alla contemporaneità si svolge attraverso l’aspetto memoriale-sentimentale di una perenne ricerca che governa l’alta regia d’opera (Denis Krief) e attraverso il ruolo fondamentale delle arti visive in particolar modo legate alla complessa macchina della produzione operistica (bozzetti di scena di Salvatore Fiume a Palermo per I Capuleti e I Montecchi, con ampio apparato illustrativo), e del cinema, con un’analisi approfondita di tutte le trasposizioni dell’Amleto sul grande schermo.
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