“Cara Utopia”: storia di una donna e di un viaggio
C’è chi aspetta tutta la vita la giusta occasione, un treno da una sola volta: prenderlo è cogliere l’attimo, farselo sfuggire il rimpianto di una vita. Così inizia un po’ la storia di Pasqualina (Claudia Crisafio), protagonista dello spettacolo “Cara Utopia” di Maria Teresa Berardelli, in scena al Teatro Libero il 25 e il 26 giugno alle ore 21.15. Sulla scena si rappresenta un viaggio, e a compierlo è chi guarda.
Un cammino per la strada, una qualunque, dove la protagonista, gobba e china sulle spalle di una vita, quella degli altri, aspetta che passi qualcuno, uno qualsiasi, per ascoltarla o darle una buona notizia, magari quella che aspetta da tempo. Quando arriva il suo momento, Pasqualina capisce che non può rimanere ancora spettatrice di se stessa.
Ora, per la prima volta, ha un indirizzo e un percorso da seguire, ha qualcuno che l’aspetta. E allora, indossa il vestito buono, il cappotto e una collana con un piccolo crocifisso in mezzo. Pasqualina è come un colpo di vento caldo a settembre, quando ormai speri che il fresco stia per arrivare, e invece niente. Solo la borsa e le scarpe sono sue.
La collana e i santini glieli ha dati la nonna. I vestiti sono regali, usati da qualcuno e abbandonati perché privi di importanza. Per Pasqualina sono importanti invece, lei adesso non può sbagliare, non può rischiare che qualcosa vada storto. Lei che si è sempre vergognata di puzzare, nella strada che odora di chiuso, oggi emana un profumo di primavera.
Con la regia di Dimitri D’Urbano e Marianna Di Mauro, curatrice di traduzione e adattamento, per la produzione di Nuove Officine, in collaborazione con A.T.C.L. Lazio e RIC Festival. Una riflessione sulla vita, affrontata attraverso la metafora artistica del viaggio, dove il teatro coinvolge ed entusiasma.














