"Coccitacca": la storia di un ragazzino degli anni Settanta al Teatro Ditirammu
Nell'ambito della rassegna teatrale "Il baglio di Vito", va in scena, venerdì 28 luglio alle 21.30, al Teatro Ditirammu, lo spettacolo "Coccitacca". Michele, detto Coccitacca, anni dodici, portamento fiero, disposizione al comando e "senso dell'onore". Un ragazzino degli anni Settanta.
Degli anni in cui nei quartieri popolari (e non solo) la giovinezza si viveva per strada a fare giochi semplici, a coltivare sogni e sudore appresso ad un pallone: "Supersantos numero cinque", in campi di calcio inventati, fra automobili in sosta, asfalto e trazzere polverose. E quindi: "Buela", "Acchiana u patri cu tutti i sò figghi", "Unomontalaluna", "Quattru canti", "Ca mazza".
Chi fiorini: "O Sciusciuni", "O Battuni", "O Pà!". Si giocava con poco ma si rideva tanto e gli amici erano amici, ci si fidanzava con uno sguardo, i telefoni erano a gettone e i giuramenti duravano tutta la vita. E non pioveva mai e c'era sempre il sole.
E quando la sera Michele rientrava a casa chiudeva fuori dalla porta i suoi amici e pure Coccitacca, che lo aspettava il giorno dopo per inventare nuovi giochi e intanto crescevano come funghi i palazzi nelle periferie e veloce passava il tempo dell'adolescenza.
Degli anni in cui nei quartieri popolari (e non solo) la giovinezza si viveva per strada a fare giochi semplici, a coltivare sogni e sudore appresso ad un pallone: "Supersantos numero cinque", in campi di calcio inventati, fra automobili in sosta, asfalto e trazzere polverose. E quindi: "Buela", "Acchiana u patri cu tutti i sò figghi", "Unomontalaluna", "Quattru canti", "Ca mazza".
Chi fiorini: "O Sciusciuni", "O Battuni", "O Pà!". Si giocava con poco ma si rideva tanto e gli amici erano amici, ci si fidanzava con uno sguardo, i telefoni erano a gettone e i giuramenti duravano tutta la vita. E non pioveva mai e c'era sempre il sole.
E quando la sera Michele rientrava a casa chiudeva fuori dalla porta i suoi amici e pure Coccitacca, che lo aspettava il giorno dopo per inventare nuovi giochi e intanto crescevano come funghi i palazzi nelle periferie e veloce passava il tempo dell'adolescenza.














