"IQ E OX" di Jean-Claude Grumberg
Andrà in scena domenica 9 febbraio, alle ore 16.30, con replica alle 18.30, lo spettacolo “IQ E OX” di Jean-Claude Grumberg, traduzione, regia e scene di Beno Mazzone. In scena Santi Cicardo, Francesco Gulizzi, Giuseppe Sciascia e Silvia Scuderi. Le luci sono di Gianfranco Mancuso e Fiorenza Dado. Musiche a cura di Antonio Guida. Costumi e maschere di Lia Chiappara e Claudia Campanella.
Con i registri dell’allegria, dell’ironia e della leggerezza, Jean-Claude Grumberg invita tutti a pensare, interrogarsi, comunicare sulla tematica universale del confronto tra diversità attraverso il gioco del Teatro e della Favola. Il popolo Iq adora il Sole mentre gli Ox sono ferventi adoratori dell’acqua di un fiume ritenuto sacro. I due popoli, come spesso succede, sono in lotta tra loro ma i figli dei grandi sacerdoti, Piccola Iq e Piccolo Ox, dimostrandosi migliori dei loro padri, si soccorrono vicendevolmente, diventano amici e decidono di sfuggire alla follia guerriera dei padri. Partiranno per una terra nuova nella quale potranno vivere insieme e fondare il nuovo popolo degli Iqueox, facendo tesoro degli errori paterni e inaugurando una nuova era di pace. La storia è semplice e vera e in qualche modo ricalca dei modelli antichi che da sempre hanno esercitato il loro fascino, da Piramo e Tisbe a Giulietta e Romeo, ma ha per fortuna, un finale lieto e pieno di speranza. Si svolge ai bordi di un fiume popolato da uomini e animali ed è destinata a far riflettere non solo i piccoli fruitori ma anche gli adulti che abbiano lasciato posto ancora alla parte fanciulla di Sé. Jean Claude Grumberg è un autore molto apprezzato e pluripremiato in Francia e in tutta Europa che, oltre ad una vasta produzione di drammaturgie teatrali e sceneggiature per il cinema, ha scritto anche diverse favole per ragazzi, tra cui “Iq e Ox” che affronta la delicata tematica della integrazione tra religioni e pensieri diversi.
I due bambini dei popoli nemici del Sole e del Grande Fiume, colpiti dalla sofferenza reciproca dovuta alla guerra di idee e religione, con la loro capacità di superare gli odi ed essere aperti all’accoglienza e al rispetto troveranno, al contrario di tanti adulti, negli elementi della Natura i loro maestri di Vita. “Ciò che è bene per gli altri è bene per te?” è l’interrogativo che i piccoli protagonisti si porranno e per trovare la risposta positiva si guarderanno intorno, assimileranno insegnamenti dal creato, impareranno a sognare finché troveranno la forza di cambiare le cose. Mai come in questo periodo della storia del mondo è necessario educare i ragazzi alla tolleranza e al rispetto per evitare i pericoli derivanti dai fanatismi di ogni colore che fanno della sopraffazione del diverso il loro unico linguaggio.
E dunque la scelta di questa favola, delicata e forte al tempo stesso, va nella direzione in cui per scoprire la pace bisogna aprirsi al Sogno, alla Fantasia nel rispetto dell’Altro, chiunque esso sia, senza pregiudizi o rigidità. Nell’ascolto sereno delle ragioni proprie e altrui e nella ricerca di terreni comuni su cui potersi confrontare con lealtà e chiarezza sta il segreto che trasforma i conflitti da terribili momenti di distruzione a utili momenti di confronto e di reciproca crescita. In un mondo che ci vuole spersonalizzati e inglobati in modelli preconfezionati ed etichettati oppure, rifiutando questi modelli, ci dichiara perdenti scartati dalla mentalità vincente, è cosa buona e giusta che i ragazzi conoscano anche una terza strada, quella dello scoprire che attraverso la Bellezza, l’Arte e il Sogno è più facile ascoltare ed essere ascoltati e scoprire che il Bello e il Buono coincidono.














