"Niňo": una storia vera tutta siciliana al Clan OFF di Messina
Per il quinto appuntamento di "È tempo di teatro", la stagione artistica realizzata dall’associazione culturale Clan degli Attori, va in scena al Clan OFF Teatro di Messina, sabato 28 e domenica 29 gennaio, “Niňo”, spettacolo della compagnia Pubblico Incanto, per la regia di Tino Caspanello.
Una storia vera, ma venuta alla luce solo alla morte della protagonista. Sicilia, dopoguerra, primi anni cinquanta: la protagonista, un’anima mite e allegra, votata all’educazione dei bambini che raccoglieva per strada, incontra, per una sola volta, uno dei tanti emigrati che, dall’Argentina, è tornato per trascorrere una breve vacanza.
Promessa sposa, cade vittima però di un brutto scherzo che renderà il suo presente doloroso e alienante. In scena una storia vera, venuta alla luce soltanto pochi anni fa, che la protagonista ha taciuto fino alla morte per pudore e paura.
La vicenda è ambientata in un piccolo borgo siciliano, nei primi anni del 1950. Gli esiti della guerra da poco finita, una politica disattenta e un’economia mai decollata costringono ancora i siciliani a lasciare le proprie case.
La protagonista, un’anima mite e allegra, votata all’educazione dei bambini che raccoglieva per strada, incontra, per una sola volta, uno dei tanti emigrati che, dall’Argentina, è tornato per trascorrere una breve vacanza.
Proprio nel momento in cui lei sta per scendere dalla nave appena approdata nel porto di Buenos Aires. E il futuro, sognato felice durante l’attesa, si trasforma in un presente doloroso, che solo un velo di poesia e di alienazione possono alleviare.
Una storia vera, ma venuta alla luce solo alla morte della protagonista. Sicilia, dopoguerra, primi anni cinquanta: la protagonista, un’anima mite e allegra, votata all’educazione dei bambini che raccoglieva per strada, incontra, per una sola volta, uno dei tanti emigrati che, dall’Argentina, è tornato per trascorrere una breve vacanza.
Promessa sposa, cade vittima però di un brutto scherzo che renderà il suo presente doloroso e alienante. In scena una storia vera, venuta alla luce soltanto pochi anni fa, che la protagonista ha taciuto fino alla morte per pudore e paura.
La vicenda è ambientata in un piccolo borgo siciliano, nei primi anni del 1950. Gli esiti della guerra da poco finita, una politica disattenta e un’economia mai decollata costringono ancora i siciliani a lasciare le proprie case.
La protagonista, un’anima mite e allegra, votata all’educazione dei bambini che raccoglieva per strada, incontra, per una sola volta, uno dei tanti emigrati che, dall’Argentina, è tornato per trascorrere una breve vacanza.
Proprio nel momento in cui lei sta per scendere dalla nave appena approdata nel porto di Buenos Aires. E il futuro, sognato felice durante l’attesa, si trasforma in un presente doloroso, che solo un velo di poesia e di alienazione possono alleviare.














