Un viaggio tra colori e forme tra pezzi preziosi: alla scoperta del Museo delle Ceramiche di Messina
Viene ricostruita la vera anima liberty della Messina di inizio secolo, attraverso le ville private, i palazzetti storici, persino il Circolo della Borsa (inedito anche per i messinesi).
La città dello Stretto riaccoglie "Le Vie dei Tesori", e apre quest’anno ventinove luoghi, dal 14 al 30 settembre, per tre weekend.
Piatti, vasi, anfore, provenienti soprattutto da Caltagirone, ma anche opere di altre maestranze. Una preziosa collezione di maioliche siciliane e spagnole, circa 170 pezzi, esposte nell’antiquarium dell’Università. Appartenevano all’ingegnere e appassionato studioso Cesare Zipelli, che nel 2008 volle donarle all’Ateneo, integrando un primo nucleo di antiche ceramiche già cedute precedentemente da lui e dalla moglie Doris.
Si possono ammirare, in un allestimento curato da storici dell’arte, nei locali ricavati sotto la scalinata del complesso centrale dell’Università. Nello stesso sito, è possibile vedere alcuni resti architettonici del XVII secolo, provenienti dal Collegio dei gesuiti, sede barocca del primo “Studium” messinese, progettata dall’architetto Natale Masuccio, lo stesso autore del Monte di pietà e, a Palermo, della bellissima Casa Professa. Dopo la rivolta antispagnola del 1674-78, l’Università fu chiusa e dichiarata “indegna per fellonia”. Nel 1778 riaprì l’Accademia Carolina e nel 1838 fu ripristinato l’Ateneo dal re Ferdinando.
La visita ha una durata di 20 minuti ed è accessibile ai disabili.
La città dello Stretto riaccoglie "Le Vie dei Tesori", e apre quest’anno ventinove luoghi, dal 14 al 30 settembre, per tre weekend.
Piatti, vasi, anfore, provenienti soprattutto da Caltagirone, ma anche opere di altre maestranze. Una preziosa collezione di maioliche siciliane e spagnole, circa 170 pezzi, esposte nell’antiquarium dell’Università. Appartenevano all’ingegnere e appassionato studioso Cesare Zipelli, che nel 2008 volle donarle all’Ateneo, integrando un primo nucleo di antiche ceramiche già cedute precedentemente da lui e dalla moglie Doris.
Si possono ammirare, in un allestimento curato da storici dell’arte, nei locali ricavati sotto la scalinata del complesso centrale dell’Università. Nello stesso sito, è possibile vedere alcuni resti architettonici del XVII secolo, provenienti dal Collegio dei gesuiti, sede barocca del primo “Studium” messinese, progettata dall’architetto Natale Masuccio, lo stesso autore del Monte di pietà e, a Palermo, della bellissima Casa Professa. Dopo la rivolta antispagnola del 1674-78, l’Università fu chiusa e dichiarata “indegna per fellonia”. Nel 1778 riaprì l’Accademia Carolina e nel 1838 fu ripristinato l’Ateneo dal re Ferdinando.
La visita ha una durata di 20 minuti ed è accessibile ai disabili.














