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A Palermo per fermare l'estinzione umana: i "ribelli della crisi climatica" sbarcano in città

Arriva a Palermo il movimento ambientalista inglese nato nel 2018 che si è diffuso velocemente in 56 paesi in tutto il mondo con l'obiettivo di smuovere le coscienze

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 27 febbraio 2020

Alcuni esponenti del gruppo Extinction Rebellion di Palermo

Il movimento di Extincion Rebellion (chiamato XR, per abbreviare) è arrivato anche in Sicilia, a Palermo per la precisione, ed è pronto a presentarsi alla città per coinvolgere nuovi "ribelli per la vita" che vogliano sposare la causa e aderire al movimento politico e sociale internazionale nato dal basso in Inghilterra.

Il nome del movimento in realtà è una domanda, pone una scelta: Estinzione O Ribellione? Giovedì 27 alle 18 al Circolo Arci Le Giuggiole il gruppo fa una presentazione pubblica. Il movimento, nato nel 2018, con una rapidità impressionante si diffonde in pochi mesi in 56 paesi e nei 5 continenti abitati, con 779 gruppi, numero sempre in crescita perchè ne sorgono nuovi rapidamente, dalle Hawaii alla Nuova Zelanda, dall'Islanda al Sudafrica, dall'Ontario a Hong Kong, dall'India al Ghana e ovviamente in tutta Europa e Americhe.

Il movimento si pone come obiettivo quello di contrastare l'inazione del governo riguardo alla crisi climatica ed ecologica e di smuovere le coscienze tramite azioni di disobbedienza civile non-violenta affinché l’allarme lanciato dalla comunità scientifica possa essere ascoltato e per tentare, dunque, di arrestare la devastazione climatica ed ecologica causata dalle attività umane o meglio da un "sistema tossico" profondamente ingiusto e sbilanciato, basato sullo sfruttamento di uomini e donne, risorse naturale, esseri viventi, comunità.



XR si batte quindi anche per minimizzare il rischio del conseguente collasso sociale al quale si arriverebbe se si perpetrasse questo sistema e la conseguente distruzione ecologica e ambientale che lo accompagna. «È l'umanità che è in pericolo insomma, - dicono dal movimento - non astrattamente il clima o l'ecologia».

A Palermo quelli che hanno deciso di fare partire il gruppo locale sono studenti e professionisti, ragazzi che vanno ancora a scuola e quarantenni, persone che hanno alle spalle attivismo sociale o ambientalista e persone che per la prima volta si sentono di esporsi e lottare in prima linea. Singoli cittadini, insomma, che sono stati mossi dalla stessa preoccupazione verso la crisi climatica ed ecologica in atto e dalle possibili e vicine conseguenze catastrofiche.

«Vogliamo che il governo dichiari l’emergenza climatica ed ecologica, che la comunichi chiaramente attraverso scuola, media e tutte le istituzioni. - fanno sapere - Chiediamo di fermare la distruzione degli ecosistemi oceanici e terrestri e una riduzione immediata delle emissioni, eliminando completamente le politiche incompatibili. Inoltre vogliamo che si costituiscano assemblee cittadine che possano affiancare i governi nelle decisioni da prendere sull'emergenza».

«Pochissimi sanno che il comune di Palermo ha già approvato nel lontano giugno 2019 una Dichiarazione di emergenza climatica ed ambientale, - continuano dal movimento palermitano - di fatto una mozione che impegna il Sindaco e la Giunta a prendere misure atte a fronteggiare la crisi (riduzione delle emissioni, conversione energetica, mobilità urbana, riforestazione ad esempio) e a, cito dal documento, "intensificare il coinvolgimento attivo di cittadini e associazioni nel processo di individuazione delle criticità ambientale e nella loro risoluzione", e a "farsi parte attiva presso il Governo e la Regione perché prendano provvedimenti analoghi".

Stiamo cercando di strutturare una sorta di assemblea pubblica per verificare e monitorare cosa viene fatto a riguardo. La prima, in cui erano presenti diverse realtà attive nel territorio impegnate nella stessa lotta, è stata già fatta, organizzata da A Sud Sicilia, una realtà che si occupa di conflitti ambientali ed ecologia e che sta promuovendo la campagna Giudizio Universale. Naturalmente dato che nulla finora è stato fatto ci mobiliteremo anche per quello».
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