A Palermo sit-in per riaprire le botteghe Alab: "A rischio l'identità del centro storico"
Alla mobilitazione non solo artigiani ma anche artisti e i rappresentanti di 120 realtà firmatarie dell'appello: "Ne vale del futuro del centro storico"
Un momento del sit-in a sostegno di Alab davanti alla prefettura di Palermo
Questa mattina, 29 giugno, oltre duecento persone hanno partecipato al sit-in promosso da Alab insieme alla rete nata dall’appello lanciato da Xinergie, dopo i provvedimenti che nei giorni scorsi hanno portato alla chiusura di diverse botteghe del circuito.
Mentre il presidio si raccoglieva davanti alla Prefettura, una delegazione di Alab è entrata insieme alla commissione Attività produttive, guidata da Ottavio Zacco, ed è stata ricevuta dal viceprefetto. Sul tavolo è stata portata una richiesta precisa: «Chiediamo che le botteghe siano messe nelle condizioni di riaprire al più presto e che venga aperto un tavolo con le istituzioni per definire condizioni di sostenibilità chiare e rispettose della legalità», dichiarano Alessandro Valenziano, presidente di Xinergie, e Massimo Castiglia, consigliere di circoscrizione, promotori dell’appello.
«Il viceprefetto ha ascoltato e riferirà al prefetto», ha detto Zacco al termine dell’incontro. Dalla Prefettura è arrivata anche la disponibilità ad avviare un tavolo con le parti coinvolte, dalle associazioni di settore ai sindacati fino alle istituzioni, chiamate a trovare una soluzione condivisa.
Il fronte a sostegno delle botteghe, intanto, si allarga. Le realtà firmatarie della lettera aperta a sostegno di Alab sono arrivate a 120 e adesso l’appello sarà aperto anche alle attività commerciali che hanno chiesto di aderire. Il documento parte da un punto preciso: il centro storico di Palermo è un patrimonio identitario, culturale e sociale della città. «La sua vitalità - scrivono le associazioni - dipende anche dalla presenza di attività artistiche e creative radicate nel territorio, gestite da chi lo abita e lo lavora ogni giorno».
Per questo la vicenda di Alab viene letta non soltanto come una questione amministrativa o fiscale, ma come un passaggio che riguarda il futuro stesso del centro storico. Le botteghe, secondo le realtà firmatarie, svolgono una funzione di presidio urbano, formazione, scambio culturale e attrazione per residenti e visitatori. «Tutelarle - si legge nella lettera - significa tutelare l’interesse pubblico, la legalità sostanziale e la coesione sociale».
Valenziano, che questa mattina era davanti alla Prefettura, lega la mobilitazione a una questione più ampia. «Non vogliamo che il centro storico diventi un ristorante a cielo aperto», dice. Una frase che sintetizza una preoccupazione diffusa tra le realtà che hanno aderito: il rischio che il cuore antico della città venga progressivamente ridotto a luogo di consumo, somministrazione e turismo mordi e fuggi, perdendo quelle presenze culturali, artigianali e sociali che negli anni hanno contribuito a riabitare strade e quartieri.
«Anche se il provvedimento non riguarda direttamente la nostra attività, siamo abituati a non voltarci dall’altra parte», aggiunge. «Lo spirito di comunità e di solidarietà è fondamentale. Nel centro storico la cultura e il presidio quotidiano di queste realtà sono strumenti essenziali contro marginalità e degrado».
La prossima tappa della mobilitazione è già fissata: giovedì 2 luglio, alle 18.00, in piazza Magione, dove si terrà un’assemblea pubblica aperta alla città per discutere della vicenda e delle iniziative da portare avanti.
«Stiamo facendo tutta questa battaglia per loro e per tutti noi», conclude Valenziano. Una frase che restituisce il senso del sit-in e la sfida che adesso si apre: trasformare la solidarietà raccolta davanti alla Prefettura in una soluzione concreta. Perché dietro quelle saracinesche abbassate non c’è soltanto una vertenza da risolvere, ma una domanda che riguarda Palermo intera: quanto spazio resta, nella città che cambia, per chi prova ancora ad abitarla producendo cultura?
|
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
|










Seguici su Facebook
Seguici su Instagram
Iscriviti al canale TikTok
Iscriviti al canale Whatsapp
Iscriviti al canale Telegram




