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A volte ritornano: annunciato (di nuovo) l'avvio dei lavori per il Palasport di Palermo

Da 200mila euro di danno iniziale si arrivarono a stanziare (sedetevi e tenetevi forte) ben 11 milioni di euro: era il 2008 e ora, forse, i lavori partono davvero

Giulio Di Chiara
Urbanista e progettista
  • 15 febbraio 2018

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Un particolare del Palasport di Palermo

Dall'apertura in pompa magna all'abbandono: dieci anni di dimenticatoio, degrado, fondi stanziati e finiti nel nulla per il palasport di Fondo Patti a Palermo, di cui oggi torniamo a parlare perché i lavori sono stati assegnati a una ditta.

Bei tempi quando a Palermo si poteva assistere alle partite di serie A1 maschile di volley dell’Iveco Palermo o al concerto degli storici Deep Purple o ancora allo spettacolo di Notre Dame de Paris. Eventi che hanno il sapore di un’epoca che forse non tornerà più, se vogliamo affrontare il tema con un pizzico abbondante di nostalgia.

I grandi eventi, sino al 2008, avevano una casa, bella e funzionale: il palasport da cui si entra anche da via dell'Olimpo, che venne inaugurato nel 1999.

Una struttura che faceva invidia ai più grandi palazzetti italiani con i suoi 6mila posti a sedere, lo specchio d’acqua esterno che rifletteva i piloni in acciaio e un’area verde a fare da contorno.



Un’infrastruttura che funzionava in tutto e per tutto e che per una vergognosa gestione comunale, è chiusa da 10 anni ma soprattutto sta letteralmente cadendo a pezzi.

Concerti, spettacoli e squadre di livello nel frattempo hanno fatto le valigie e sono andati via da Palermo, visto che non c’è un altro impianto di tale dimensione e spessore in città.

Nel 2008 la copertura subì un danno pari a 200mila euro che venne letteralmente trascurato, colpevolmente ignorato.

Lo squarcio nel tetto rimase lì ad affrontare anni di intemperie e abbandono totale, tanto da moltiplicare esponenzialmente nel tempo la cifra necessaria a ripararlo.

Il Comune di Palermo a ogni bilancio non riusciva a trovare i soldi per i lavori di riparazione e fu costretto a indire bandi rivolti a privati prima e sequestrarlo dopo, perchè ritenuto potenzialmente pericoloso per il circondario.

Anche la prefettura pensò a misure straordinarie da adottare qualora il Comune di Palermo continuasse nella sua negligenza manutentiva.

A cavallo di due sindacature (Cammarata prima, Orlando poi) non cambiò nulla sino a un intervento del CONI che, in accordo con Palazzo delle Aquile, pubblicò due bandi per il ripristino della copertura e la ristrutturazione dell’impianto. Siamo a fine 2015.

Da 200mila euro di danno iniziale si arrivarono a stanziare (sedetevi e tenetevi forte) ben 11 milioni di euro, attraverso un decreto (D.L. 165/2015) che erogava 5 milioni in aggiunta ai 6 stanziati dal Comune di Palermo.

E quando nel febbraio 2017 si dava l’annuncio dell’avvio dei lavori, pochi giorni dopo gli stessi vennero sospesi per un’interdizione antimafia della prefettura di Roma rivolta alla ditta affidataria dei lavori.

Arriviamo quindi alla buona notizia, forse: nel frattempo i lavori sono stati riassegnati alla ditta che arrivò seconda in graduatoria e, udite udite, è stato annunciato ancora una volta l’avvio dei lavori.

Chi vivrà vedrà. Nel frattempo nelle tasche dei contribuenti vengono a mancare 11 milioni di euro quando potevano essere solo duecentomila.

Certo è che chiunque penserà di prendersi dei meriti per la riapertura futura dell’impianto dovrà avere tanto, ma tanto coraggio.
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