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Abbandonato e incantato nell'entroterra siciliano: il Borgo di Carcaci e le sue amabili rovine

Ha uno stile barocco spagnoleggiante ed esiste dal XII secolo. Si narra che i Normanni, nel 1061, vi si accamparono per preparare l'assedio della vicina Centuripe

Roberta Barba
Storico dell'arte
  • 11 aprile 2021

Uno dei sentieri del Borgo di Carcaci da cui si raggiunge il Castello (foto di In Bocca al lupo)

Lo scriveva anche Gustave Flaubert nel 1850, «le rovine fanno sognare e donano poesia ad un paesaggio».

Ed è proprio così, soprattutto in Sicilia dove esistono, luoghi nascosti e abbandonati ma al contempo incantati e incredibili; luoghi da scoprire e visitare almeno una volta. Uno di questi è un antico e piccolo borgo poco distante dalla cittadina di Centuripe, in provincia di Enna, lungo la strada che da Catania va verso Adrano: il Borgo di Carcaci.

Il borgo di Carcaci esiste dal XII secolo. Si narra che i Normanni, nel 1061, vi si accamparono per preparare l'assedio della vicina Centuripe. È probabile che proprio i Normanni realizzarono la torre quadrata poi inglobata in altri edifici.

È stato uno dei feudi più importanti e apprezzati da famiglie aristocratiche siciliane, soprattutto per la sua posizione strategica non solo grazie all'attraversamento di un'importante via di comunicazione, la "regia trazzera", che collegava Adrano a San Filippo di Agira fino a Palermo, ma anche grazie alla presenza dei due fiumi Simeto e Troina che rendevano il suolo così fertile da consentire le coltivazioni di riso, canapa e lino.



Nel 1718 la famiglia Paternò Castello acquistò la baronia di Carcaci per volontà di Vincenzo, barone di Bicocca e successivamente il principe Ignazio Paternò Castello fece costruire un acquedotto con arcate imponenti sopra il Simeto.

Nel 1819, però, venne abolita la feudalità e il ducato di Carcaci con i suoi 150 abitanti divenne comune e venne aggregato alla vicina Centuripe. Oggi, il borgo è disabitato, ma è incredibilmente affascinante per le sue viuzze strette, la sua architettura rurale, il suo castello, la residenza del proprietario e una piccola chiesa in pietra lavica e a pianta centrica dedicata a Santa Domenica, posta poco più in alto del piano stradale e ormai abbandonata.

Il Borgo di Carcaci conserva tutt'oggi l’impianto planimetrico originale: pianta piuttosto regolare, a croce, con viuzze strette che si perdono nella campagna e un piazzale circondato da case rurali ben allineate, stalle e magazzini. Lo stile è barocco spagnoleggiante.

Visitando l'antico, piccolo e disabitato borgo di Carcaci, camminare tra le sue strette vie sterrate, ammirandone il panorama e le antiche architetture ancora in piedi seppur da tempo abbandonate, sembrerà di perdersi in un luogo fuori dal tempo e fuori dal mondo, vivendo una sensazione romantica e sublime al tempo stesso, dove la visione piacevole del luogo diventa puro piacere estetico. Il visitatore, dunque, verrà inondato dal grande fascino, quasi ambiguo, di quelle amabili rovine.
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