Addio ad Alessandro Scelfo: ex patron della Sais, ha fatto la storia dei trasporti in Sicilia
Imprenditore visionario, ha trasformato l'azienda familiare in un'impresa di punta nel settore dei trasporti. Cavaliere del Lavoro e decano del Rotary
Alessandro Scelfo
La Sicilia dice addio ad Alessandro Scelfo, ex patron della Sais Autolinee e decano dei Past Governor del Rotary International Distretto 2110 Sicilia e Malta. Un imprenditore "visionario" e di grande spessore, è morto ieri, mercoledì 8 aprile, all'età di 92 anni.
Giovanissimo, dopo la morte del padre, è chiamato a guidare l'azienda di famiglia, la Sais (fondata nel 1926 come Servizi automobilistici ingegner Scelfo), che da Enna sotto la sua leadership è diventata una delle imprese di punta nel settore dei trasporti e della mobilità nell'Isola. È stato tra i protagonisti della modernizzazione delle autolinee private in Italia. Nel 1999 è stato proclamato Cavaliere del Lavoro.
Negli anni Novanta la società viene suddivisa in tre distinte aziende, sempre in capo alla famiglia Scelfo, e con esse vengono divisi anche i collegamenti tra le province di Palermo, Siracusa, Ragusa, Messina, Caltanissetta, Agrigento, Enna e Catania e quelli fuori la Sicilia. Ad Alessandro Scelfo sono andate la Interbus, la Segesta, l'Etna Trasporti e la Sicilbus; mentre la Sai Autolinee e la Sais Trasporti rispettivamente alla sorella Francesca Scelfo e agli eredi di Leonida Scelfo.
«Fondatore e anima di un sistema imprenditoriale che ha saputo collegare territori, persone ed economie, ha interpretato il trasporto non come semplice attività economica, ma come infrastruttura sociale, essenziale per lo sviluppo e la coesione - ricorda Antonio Fundarò, dirigente del Rotary -. La sua visione, lucida e anticipatrice, si fondava su un principio semplice e rivoluzionario: comprendere i bisogni reali delle persone. Per questo ha costruito un modello capace di competere con la mobilità privata, offrendo servizi efficienti, accessibili e vicini ai cittadini».
Oltre che imprenditore di grande spessore, Scelfo è stato anche un dirigente del Rotary, ricordato tra «i più alti interpreti dello spirito rotariano nel territorio». Nel 1993-1994 ha svolto l'incarico di governatore. «Per lui il Rotary è stato una vera scuola di vita: un luogo dove imparare a relazionarsi, a parlare, a crescere come uomini prima ancora che come professionisti - ricorda ancora Fundarò -. Fu tra coloro che contribuirono a superare una visione elitaria dell’associazione, favorendo l’ingresso di professionisti di alto livello anche non necessariamente appartenenti a contesti privilegiati. Un Rotary più inclusivo, più concreto, più vicino ai bisogni reali». A lui si devono, per esempio, i numerosi progetti sanitari e interventi condotti a favore delle fasce più deboli.
«Alla Sicilia lascia un’eredità che va oltre l’impresa - conclude Fundarò -. Lascia un modello culturale: etica del lavoro, visione, apertura, responsabilità. Lascia generazioni di collaboratori, dirigenti e rotariani formati al merito e alla condivisione. Lascia, soprattutto, un esempio credibile di leadership: autorevole senza essere autoritaria, moderna senza perdere radici, forte senza rinunciare all’umanità»
«Alessandro Scelfo è stato un punto di riferimento autorevole e un esempio luminoso dei valori rotariani, che ha incarnato con coerenza, dedizione e spirito di servizio lungo tutto il suo straordinario percorso. La sua eredità morale e il suo impegno resteranno guida e ispirazione per le generazioni future», dichiara la presidente del Rotary Club Palermo Montepellegrino, Freda Liotta.
«Figura di straordinario rilievo per la Sicilia e per l’intero Paese, con lui se ne va non soltanto un protagonista indiscusso dell’imprenditoria nel settore dei trasporti, ma un uomo che ha saputo interpretare il proprio ruolo con visione, responsabilità e autentico spirito di servizio - dice il sindaco di Palermo Roberto Lagalla -. Nel corso della sua lunga vita, Alessandro Scelfo ha rappresentato un esempio di dedizione e capacità, contribuendo in modo determinante allo sviluppo e alla modernizzazione della mobilità nella nostra regione. Il suo impegno, portato avanti con determinazione sin dalla giovane età, ha dato vita a una realtà solida e innovativa, capace di creare lavoro e opportunità per intere generazioni. Scelfo è stato anche un punto di riferimento umano e civile, animato da un profondo senso delle istituzioni e da un’attenzione concreta verso la comunità. A nome dell’Amministrazione comunale, esprimo il più sentito cordoglio e la mia vicinanza alla famiglia Scelfo, ai suoi cari e a tutti coloro che ne hanno condiviso il percorso umano e professionale».
I funerali di Alessandro Scelfo si terranno sabato 11 aprile, alle ore 10.00, al Duomo di Enna.
Giovanissimo, dopo la morte del padre, è chiamato a guidare l'azienda di famiglia, la Sais (fondata nel 1926 come Servizi automobilistici ingegner Scelfo), che da Enna sotto la sua leadership è diventata una delle imprese di punta nel settore dei trasporti e della mobilità nell'Isola. È stato tra i protagonisti della modernizzazione delle autolinee private in Italia. Nel 1999 è stato proclamato Cavaliere del Lavoro.
Negli anni Novanta la società viene suddivisa in tre distinte aziende, sempre in capo alla famiglia Scelfo, e con esse vengono divisi anche i collegamenti tra le province di Palermo, Siracusa, Ragusa, Messina, Caltanissetta, Agrigento, Enna e Catania e quelli fuori la Sicilia. Ad Alessandro Scelfo sono andate la Interbus, la Segesta, l'Etna Trasporti e la Sicilbus; mentre la Sai Autolinee e la Sais Trasporti rispettivamente alla sorella Francesca Scelfo e agli eredi di Leonida Scelfo.
«Fondatore e anima di un sistema imprenditoriale che ha saputo collegare territori, persone ed economie, ha interpretato il trasporto non come semplice attività economica, ma come infrastruttura sociale, essenziale per lo sviluppo e la coesione - ricorda Antonio Fundarò, dirigente del Rotary -. La sua visione, lucida e anticipatrice, si fondava su un principio semplice e rivoluzionario: comprendere i bisogni reali delle persone. Per questo ha costruito un modello capace di competere con la mobilità privata, offrendo servizi efficienti, accessibili e vicini ai cittadini».
Oltre che imprenditore di grande spessore, Scelfo è stato anche un dirigente del Rotary, ricordato tra «i più alti interpreti dello spirito rotariano nel territorio». Nel 1993-1994 ha svolto l'incarico di governatore. «Per lui il Rotary è stato una vera scuola di vita: un luogo dove imparare a relazionarsi, a parlare, a crescere come uomini prima ancora che come professionisti - ricorda ancora Fundarò -. Fu tra coloro che contribuirono a superare una visione elitaria dell’associazione, favorendo l’ingresso di professionisti di alto livello anche non necessariamente appartenenti a contesti privilegiati. Un Rotary più inclusivo, più concreto, più vicino ai bisogni reali». A lui si devono, per esempio, i numerosi progetti sanitari e interventi condotti a favore delle fasce più deboli.
«Alla Sicilia lascia un’eredità che va oltre l’impresa - conclude Fundarò -. Lascia un modello culturale: etica del lavoro, visione, apertura, responsabilità. Lascia generazioni di collaboratori, dirigenti e rotariani formati al merito e alla condivisione. Lascia, soprattutto, un esempio credibile di leadership: autorevole senza essere autoritaria, moderna senza perdere radici, forte senza rinunciare all’umanità»
«Alessandro Scelfo è stato un punto di riferimento autorevole e un esempio luminoso dei valori rotariani, che ha incarnato con coerenza, dedizione e spirito di servizio lungo tutto il suo straordinario percorso. La sua eredità morale e il suo impegno resteranno guida e ispirazione per le generazioni future», dichiara la presidente del Rotary Club Palermo Montepellegrino, Freda Liotta.
«Figura di straordinario rilievo per la Sicilia e per l’intero Paese, con lui se ne va non soltanto un protagonista indiscusso dell’imprenditoria nel settore dei trasporti, ma un uomo che ha saputo interpretare il proprio ruolo con visione, responsabilità e autentico spirito di servizio - dice il sindaco di Palermo Roberto Lagalla -. Nel corso della sua lunga vita, Alessandro Scelfo ha rappresentato un esempio di dedizione e capacità, contribuendo in modo determinante allo sviluppo e alla modernizzazione della mobilità nella nostra regione. Il suo impegno, portato avanti con determinazione sin dalla giovane età, ha dato vita a una realtà solida e innovativa, capace di creare lavoro e opportunità per intere generazioni. Scelfo è stato anche un punto di riferimento umano e civile, animato da un profondo senso delle istituzioni e da un’attenzione concreta verso la comunità. A nome dell’Amministrazione comunale, esprimo il più sentito cordoglio e la mia vicinanza alla famiglia Scelfo, ai suoi cari e a tutti coloro che ne hanno condiviso il percorso umano e professionale».
I funerali di Alessandro Scelfo si terranno sabato 11 aprile, alle ore 10.00, al Duomo di Enna.
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