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Al Pacino diventerà siciliano? Appena partito l'invito ufficiale del comune di San Fratello

Fautore e promotore di questo contatto con l'attore è un cittadino di San Fratello che, molto pazientemente, ha ricostruito tutta la genealogia paterna di Al Pacino fino al ‘700

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 18 agosto 2020

L'attore Al Pacino (Micheal Corleone nel film "Il Padrino")

Il Comune di San Fratello è in fermento per una risposta che dovrebbe ricevere dall’attore hollywoodiano Al Pacino.

Ora per chi ancora non lo sapesse il divo ha degli stretti legami di parentela con la Sicilia, in particolare con Corleone, da parte di madre, e con il paese di San Fratello per parte di padre.

Ma facciamo un passo indietro e ricostruiamo le tappe che portano all’oggi. In particolare fautore e promotore di questo contatto con Al Pacino è Salvo Di Bartolo, un cittadino di San Fratello, che, negli anni e molto pazientemente, ha ricostruito tutta le genealogia dell’attore risalendo fino al ‘700.

«Grazie ad un conoscente in America - ci ha raccontato Di Bartolo - sono riuscito ad entrare in contatto con gli agenti che curano gli interessi del noto attore e per il suo ottantesimo compleanno, lo scorso 25 aprile, ho deciso di inviargli in dono l’abito del 'Giudeo’, un ornamento tipico che si indossa durante le manifestazioni della settimana Santa qui a San Fratello, per il quale Al Pacino aveva espresso apprezzamento durante un’intervista di qualche anno fa».



A questo regalo lo stesso Al Pacino ha risposto tramite una e-mail e questo è stato il segnale che ha fatto, in qualche modo, infittire i rapporti con il Comune iniziati circa vent’anni fa.

Il padre di Al Pacino, infatti, è originario di San Fratello in particolare sia i genitori della madre, corleonesi, sia i genitori del padre, sanfratellani, i nonni dunque, erano trapiantati in America, solo che il noto attore ha avuto sempre un rapporto conflittuale con il padre e quindi, in qualche modo, un rifiuto per qualunque legame che lo riguardasse.

Solo sulla fine degli anni ’90 - ci racconta Di Bartolo - questi rapporti si sono sanati facendo accettare ad Al Pacino anche quest’altra vena siciliana.

Mentre con Corleone i rapporti sono sempre stati più sereni, tanto che durante le riprese de “Il Padrino” andò sul posto chiedendo dei parenti “Gelardi” non riuscendo, però, a incontrare nessuno. Il padre nel 1991 venne in visita a San Fratello e lo stesso attore organizzò questa visita come ultimo desiderio.

La risposta positiva al regalo dell’abito, dunque, è stata l’occasione per mandare l’invito ufficiale a recarsi in paese per il conferimento della cittadinanza onoraria, con l’approvazione del sindaco, Salvatore Sidoti Pinto, che ha inviato richiesta formale su carta intestata del Comune.

Al momento non c’è una data definita per il conferimento di questo riconoscimento anche per le difficoltà generate dalla pandemia, oltre al fatto che l’attore ha appena compiuto 80 anni e probabilmente non programma grandi spostamenti oltre oceano.

«Noi speriamo che anche se non dovesse riuscire a venire personalmente - continua Di Bartolo - fermo restando che noi saremmo disposti ad andare da lui, che accetti la cittadinanza. Per noi sarebbe un orgoglio oltre a conferire visibilità e attrattività al nostro Comune».

Noi incrociamo le dita ma siamo sicuri che, avendo già conosciuto la Sicilia, Al Pacino impegni e salute permettendo non tarderà a ritornare e per “diventare siciliano”.
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