Altro che cachi, Palermo è a "tierra ri scaffe": la canzone (esilarante) sulle buche in città
La musica è uno degli strumenti più incisivi per descrivere emozioni, che succede intorno a noi o in questo caso sotto i nostri piedi: il video di Bepi Florio e iDublefas
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«La strada è una sfida, ma chista è a zita», è solo una delle frasi più veritiere (e divertenti) con cui Bepi Florio e iDublefas raccontano Palermo, "a tierra ri scaffe". Si sa, la musica è uno degli strumenti più incisivi per descrivere al meglio come ci si sente, cosa succede intorno a noi, o in questo caso sotto i nostri piedi. Come già vi avevamo raccontato in un precedente articolo, chi ha creato il detto "attento a dove metti i piedi", forse inconsciamente pensava proprio a Palermo.
Purtroppo, che sia in macchina, in bici, in moto o da pedoni (per non parlare del monopattino), le strade del capoluogo sono diventate un percorso ad ostacoli e grazie a questa parodia comica del brano "La terra dei cachi" di Elio e le storie tese, si affronta un problema che non può essere minimizzato. Il loro intento è quello di scuotere l'opinione pubblica sull'argomento, ma "con un sorriso".
«Evitiamo il caffè e ti dico anche perché, c'è una buca che ti aspetta», continuano gli artisti, che non perdono tempo nel battezzare i crateri in giro per la città come "scaffetta omicida", "pirtusi in sequenza" e chi più ne ha più ne metta. E se vuoi muoverti in giro per le vie del capoluogo, consigliano di usare la barca. Perché si sa, in caso di maltempo, qualsiasi mezzo di trasporto risulta particolarmente pericoloso.
Non mancano nel video i riferimenti alla buca di via Roma che per settimane ha bloccato un tratto molto trafficato, generando caos e disagi. Per non parlare delle immagini realizzate con l'intelligenza artificiale che ritraggono turisti che fanno il bagno in una buca o di un venditore che frigge le arancine all'interno della voragine. Saranno anche generate, ma a volte la realtà supera la fantasia e in questi mesi abbiamo notato i modi più fantasiosi per segnalare la buca, come le pedane, le poltrone, le sedie e persino i monopattini.
C'è poco da fare, nessuna zona di Palermo viene risparmiata, ma col tempo impari quasi a scansare con maestria i crateri se vuoi percorrere serenamente la via interessata (e, se ti muovi in auto, avere ancora le ruote in condizioni dignitose). Il problema si pone quando in macchina non sai se evitare una buca o prenderla per paura di investire chi ti sorpassa (purtroppo quasi sempre a destra).
«Una frattura da sola, una in compagnia», suggeriscono Bepi Florio e iDublefas. Insomma: tra una risata amara e una schivata all’ultimo secondo, il messaggio arriva forte e chiaro: dietro la comicità si nasconde un problema reale che continua a mettere a dura prova cittadini e visitatori.
Perché va bene riderci su, trasformare il disagio in satira e arrangiarsi con creatività. Ma prima o poi, tra una “scaffetta” e l’altra, Palermo merita strade all’altezza della sua bellezza.
Purtroppo, che sia in macchina, in bici, in moto o da pedoni (per non parlare del monopattino), le strade del capoluogo sono diventate un percorso ad ostacoli e grazie a questa parodia comica del brano "La terra dei cachi" di Elio e le storie tese, si affronta un problema che non può essere minimizzato. Il loro intento è quello di scuotere l'opinione pubblica sull'argomento, ma "con un sorriso".
«Evitiamo il caffè e ti dico anche perché, c'è una buca che ti aspetta», continuano gli artisti, che non perdono tempo nel battezzare i crateri in giro per la città come "scaffetta omicida", "pirtusi in sequenza" e chi più ne ha più ne metta. E se vuoi muoverti in giro per le vie del capoluogo, consigliano di usare la barca. Perché si sa, in caso di maltempo, qualsiasi mezzo di trasporto risulta particolarmente pericoloso.
Non mancano nel video i riferimenti alla buca di via Roma che per settimane ha bloccato un tratto molto trafficato, generando caos e disagi. Per non parlare delle immagini realizzate con l'intelligenza artificiale che ritraggono turisti che fanno il bagno in una buca o di un venditore che frigge le arancine all'interno della voragine. Saranno anche generate, ma a volte la realtà supera la fantasia e in questi mesi abbiamo notato i modi più fantasiosi per segnalare la buca, come le pedane, le poltrone, le sedie e persino i monopattini.
C'è poco da fare, nessuna zona di Palermo viene risparmiata, ma col tempo impari quasi a scansare con maestria i crateri se vuoi percorrere serenamente la via interessata (e, se ti muovi in auto, avere ancora le ruote in condizioni dignitose). Il problema si pone quando in macchina non sai se evitare una buca o prenderla per paura di investire chi ti sorpassa (purtroppo quasi sempre a destra).
«Una frattura da sola, una in compagnia», suggeriscono Bepi Florio e iDublefas. Insomma: tra una risata amara e una schivata all’ultimo secondo, il messaggio arriva forte e chiaro: dietro la comicità si nasconde un problema reale che continua a mettere a dura prova cittadini e visitatori.
Perché va bene riderci su, trasformare il disagio in satira e arrangiarsi con creatività. Ma prima o poi, tra una “scaffetta” e l’altra, Palermo merita strade all’altezza della sua bellezza.
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