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Arancine, panelle e cuccia: regole pratiche per sopravvivere al giorno di Santa Lucia

Se il 13 dicembre sei a Palermo sei circondato da frittura, panatura e ricotta dolce e la domanda allora è come arrivare sani e salvi (o quasi) alla fine di questo giorno?

Laura Napoli
Biologo nutrizionista
  • 13 dicembre 2018

La cuccìa di Santa Lucia

Dopo santa Rosalia, esiste a Palermo un’altra santa molto cara ai palermitani che risponde al nome di Lucia. Santa Lucia, patrona di Siracusa, fu martirizzata a seguito di numerosi miracoli a lei attribuiti (leggi la sua storia qui).

Uno di questi riguarda proprio la città di Palermo e risale al 1646, quando durante una grave carestia, la santa, invocata dai cittadini, fece il miracolo: il 13 dicembre, infatti, arrivò a Palermo una nave carica di grano che pose fine alla carestia che aveva colpito la città.

La tradizione vuole che quel giorno i palermitani al posto di macinare il grano (procedura che avrebbe fatto perdere molto tempo), lo avrebbero bollito e mangiato condito solo con un filo di olio, così nacque la Cuccìa.

Da allora, per devozione e tradizione, nel giorno di Santa Lucia, in molte zone della Sicilia sono banditi pasta, pane e derivati, per fare posto solo al grano intero.

Col tempo il grano è stato affiancato da riso, panelle, crocchè di patate, gateau con patate e ragù ma, la regina incontrastata della giornata resta lei, la palla dorata, l’ArancinA (con la A maiuscola all’inizio e alla fine)

Anche la cuccìa, col passare del tempo, venne consumata come dolce grazie all’aggiunta di ricotta (zuccherata) e scaglie di cioccolato.

Dopo tutto questo meraviglioso preambolo di storia e tradizione, la domanda fondamentale resta una: come affrontare indenni (o quasi) questo giorno senza rinunciare alla tanto amata tradizione gastronomica? Qui alcuni consigli:

La cuccìa? Meglio mangiarla a colazione, così da avere a disposizione tutta la giornata per smaltire il carico di zuccheri ingerito, magari accompagnato da una bella tazza di tè verde (non zuccherato) che contribuisce all’apporto giornaliero di acqua e antiossidanti.

Concentrate il consumo di arancine, pannelle, gateau, ecc. all’ora di pranzo, in modo tale, anche qui, di poter smaltire meglio le Kcal assunte durante la restante parte del pomeriggio (magari con una bella passeggiata a passo veloce o una puntata in palestra).

La regola fondamentale è non abbuffarsi. È inutile magiare cinque arancine solo per il gusto o il “dovere” di farlo (normalmente quante arancine consumereste? Una, massimo due).

Assecondate il vostro palato. Avete desiderio dell’arancina al salmone e alla salsiccia (per esempio) che non trovate tutto l’anno?

Prendete quelle ed escludete invece pannelle, crocchè e gateau che si trovano quotidianamente. Avete desiderio sia dell’arancina che altro? Allora una sola arancina e un piccolo assaggio di gateau o qualsiasi altra pietanza tipica del giorno di santa Lucia.

La sera? consumate un pasto regolare di verdure crude e cotte accompagnate da un piatto proteico (preferibilmente pesce) se siete stati bravi. Se non avete seguito i suggerimenti di cui sopra, vi spetta solamente una porzione (abbondante) di verdure o ortaggi crudi e/o cotti.

Non dimenticate di bere acqua. L’acqua vi aiuta a contrastare l’inevitabile ritenzione idrica creata da queste pietanze gustose ma cariche di sale.

Buona "santa Lucia" a tutti e ricordatevi di appostarvi la mattina presto davanti al primo bar utile, prendete il turno e aspettate.

Anche dal tempo di attesa può dipendere il numero di arancine che potete consumare durante il giorno.

Per spiegazioni e informazioni la dott.ssa Laura Napoli, biologo nutrizionista specialista in Biochimica Clinica è reperibile a questi numeri: 388 1962573 e 380 1772680.

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