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Ballarò, stop al mercato dell’usato: "Viviamo alla giornata ma rispettiamo la comunità"

Grazie al sostegno del Comune che organizzerà una distribuzione di cibo per le famiglie dei venditori che vivono di pochi spiccioli, responsabilmente, i mercatari chiudono

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 13 marzo 2020

Uno scatto del mercato dell'usato di Ballarò a Palermo

Anche l'anello più debole della catena produttiva fa un passo indietro «consapevole - scrivono in un comunicato stampa - che le sfide più difficili si superano solo divenendo una comunità inclusiva, attenta ai bisogni dei più fragili».

Tra mille difficoltà e incertezze chiude il mercato dell'usato di Ballarò. L’associazione Sbaratto – che raccoglie i venditori del mercato dell’usato dell’Albergheria – si adeguata alle misure nazionali per il contenimento del Covid-19. Nessun banchetto montato da qui allo scadere delle restrizioni.

Il comunicato dei mercanti continua così: «Potreste dirci: perché ce lo state comunicando? È vostro dovere stare a casa. È vero, è nostro dovere e infatti ci stiamo adeguando. Ma ci piacerebbe spiegare che il Coronavirus – forse a causa del suo nome regale – è una malattia classista. Ma in realtà, ogni crisi presenta un conto più salato a chi è già in difficoltà».



Con quel mercato - che si estende per diversi vicoli all'interno dell'Albergheria - ci campano circa duecento famiglie, alla giornata, con quello che riescono a racimolare giorno per giorno: «Se hai una casa comoda dove poterti rintanare, - continua il comunicato accorato - può essere noioso ed avvilente rinunciare alla tua vita normale, ma è molto peggio se sei davvero solo o se abiti in 5 in un umido monolocale al piano terra. Per non parlare di chi ha un posto letto in un dormitorio o neppure quello. E, infine, il focolare domestico rischia di essere il meno sicuro dei rifugi se vi abita la violenza».

«Pensiamo poi alla scuola. - continuano - Fare lezione online non è il massimo, ma per quei bambini che non hanno né computer, né connessione, tutt’al più uno smartphone con il vetro in frantumi, non è affatto semplice restare al passo. Se hai uno stipendio garantito, qualche risparmio da parte o un sussidio dignitoso, può essere perfino un sollievo allentare il ritmo. Ma per quelli che si industriano a racimolare qualche spicciolo per le necessità basilari, anche non lavorare per un paio di giorni può significare non apparecchiare la tavola (sempre che ce l’hai), figuriamoci settimane».

E per chi pensa che il reddito di cittadinanza abbia abolito la povertà: «diciamo che certo ha dato sollievo a molte persone in difficoltà, ma ci sono donne, uomini e bambini così ai margini che non accedono nemmeno alle misure di sostentamento pubbliche. In definitiva, i sacrifici che tutti dobbiamo fare, non sono uguali per tutti».

«Le cose di cui parliamo le abbiamo ben presenti, perché riguardano diversi dei membri dell’associazione “Sbaratto”. - concludono - Il mercato dell’Albergheria, da quando è nato, ha avuto la funzione di ammortizzatore sociale dal basso, detto con parole più semplici: è fatto da poveri che si rimboccano le maniche e si aiutano a vicenda. In questo momento difficile per tutti, l’associazione Sbaratto non perde di vista la sua missione e – grazie al sostegno dell’Assessorato alle politiche sociali del Comune di Palermo, alla Prima Circoscrizione e al Banco alimentare – organizzerà una distribuzione di cibo per le famiglie dei venditori più in difficoltà».

Il mercato dell'usato nato alcuni anni fa e prima completamente abusivo, dal 2017 sta provando insieme all'amministrazione comunale un processo di regolamentazione, uno dei primi passi fu il censimento di tutti i mercatari e la nascita dell'associazione "Sbaratto" (ne abbiamo parlato qui).
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