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C'è un bonus per chi vuole tornare (anche) in Sicilia: tutti i requisiti e come ottenerlo

Si chiama "bonus impatriati" ed è una misura creata per favorire il rientro degli emigranti, in particolare il cosiddetto "rientro dei cervelli": ecco cosa prevede

Balarm
La redazione
  • 3 aprile 2024

Forse non tutti lo sanno, ma esiste un bonus per incentivare (o almeno ci prova) il rientro dei cosiddetti "cervelli in fuga" e degli emigrati all'estero. Sono tanti, anche troppi, i siciliani andati via, chi per scelta e chi per bisogno.

Si chiama bonus rimpatrio, o più comunemente "bonus impatriati", che consiste in una serie di agevolazioni fiscali per chi decide di tornare in Italia e, in particolare, in Sicilia.

La misura è stata riconfermata, sebbene con nuove regole, anche quest'anno dal governo nella Legge di Bilancio 2024.

Ecco, nel dettaglio cosa prevede e quali sono i vantaggi per chi decide di tornare a vivere in Sicilia.

I vantaggi
Il bonus impatriati è un regime di detassazione dei redditi (temporaneo) riconosciuto ai lavoratori dipendenti o autonomi che dopo aver lavorato all’estero decidono di trasferire le propria residenza in Italia restando a lavorare. L’agevolazione è riconosciuta per un periodo massimo di 5 anni (più eventuale proroga).
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In particolare, il bonus prevede un'agevolazione Irpef del 50% sull'ammontare dei loro redditi prodotti in Italia. Fino all'anno scorso il beneficio era maggiore per chi si trasferiva nelle regioni del Mezzogiorno, ossia Sicilia, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sardegna.

In questi casi infatti ai fini Irpef veniva considerato fiscalmente solo il 10% del reddito.

Da quest'anno invece cambia quasi tutto. Dall'1 gennaio come stabilito dalla Legge di Bilancio 2024 e dalla riforma fiscale 2024 collegata, invece i lavoratori che ritornano in Italia possono usufruire di un nuovo regime agevolato, sia se sono dipendenti che autonomi, e trasferiscono la loro residenza fiscale nel nostro Paese per un massimo di 5 anni.

Rispetto all'anno scorso, la misura è stata modificata. La riduzione della tassazione Irpef è del 50%, che diventa del 60% in caso di figli minori (non più del 70% come fino al 31 dicembre 2023). E non c'è differenza fra regioni del

Requisiti
Per accedere al bonus è necessario possedere determinate caratteristiche:

- per accedere alle agevolazioni fiscali, il reddito degli impatriati non deve superare i 600.000 euro;

- bisogna possedere elevate qualifiche o specializzazioni (a condizione che non abbiano già risieduto nel nostro Paese nei tre periodi d’imposta precedenti al trasferimento della residenza). Una misura quindi che è rivolta al "rientro dei cervelli".

Inoltre, la norma prevede che nel 2024:

- i lavoratori impatriati sono tenuti a restituire le agevolazioni, oltre al pagamento degli interessi, se non mantengono la loro residenza fiscale in Italia per l’intero periodo di 5 anni.

Le condizioni da rispettare per avere accesso all’agevolazione sono due:

- il lavoratore non sia residente in Italia nei 3 periodi d’imposta precedenti (nel 2023 i periodi d’imposta erano 4) il trasferimento e si impegna a risiedere nel Paese per almeno 5 anni (nel 2023 bastavano 2 anni);

- l’attività lavorativa deve essere svolta per la maggior parte del periodo d’imposta nel territorio italiano e in virtù di un nuovo rapporto di lavoro che si va ad instaurare con un soggetto diverso dal datore di lavoro estero.

Come fare richiesta
La domanda di bonus impatriati cambia se si tratta di lavoratore dipendente o autonomo.

Nel primo caso, i lavoratori dipendenti devono presentare una richiesta scritta al datore di lavoro entro il 30 giugno. In questo caso il datore di lavoro applica il beneficio dal periodo di paga successivo alla richiesta. Se il datore di lavoro non ha potuto riconoscere l’agevolazione, il contribuente può fruirne direttamente nella dichiarazione dei redditi.

Nel caso degli autonomi, invece, la domanda può essere fatta direttamente (o tramite consulente-commercialista) al momento della dichiarazione dei redditi.
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