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Cesare Cremonini allo Sperone di Palermo: dopo il murale incontra "i ragazzi del futuro"

In un nuovo video, il cantante annuncia il suo arrivo a Palermo e l'avvio del progetto "Io vorrei" insieme ai ragazzi dell'Ics Sperone-Pertini e alla sua preside, Antonella Di Bartolo

Balarm
La redazione
  • 16 marzo 2022

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Cesare Cremonini arriva a Palermo e continua a spendersi anche per le nostre periferie.

Con un video postato sui social, annuncia la partenza dal capoluogo siciliano del progetto "Io vorrei", da lui fortemente voluto, che tempo fa ha dato vita a un murale con il volto di Gaia, una bambina del quartiere, la "Ragazza del futuro".

«Buongiorno a tutti - scrive il cantante bolognese sui social -. Il progetto #IOVORREI ha incontrato Antonella Di Bartolo, preside dell’Istituto Sperone Pertini di Palermo. È una donna straordinaria che con entusiasmo, grande umanità e forza ha fatto e sta facendo tantissimo per la scuola, i ragazzi e le ragazze del futuro, il quartiere e la città».

E poi aggiunge «Antonella ha accolto a braccia aperte, con tutta la sua generosità, il nostro progetto di riqualificazione urbana e condivisione in questa città unica e meravigliosa. Con grande gioia, oggi sono in viaggio verso Palermo».
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Nel video che accompagna le parole di Cremonini - pronto ad incontrare i giovani del quartiere - tutti i desideri dei ragazzi dello Sperone per un luogo dove crescere e vivere meglio: il mare pulito, le strade senza rifiuti, una pizzeria. Desideri che dovrebbero fare parte di una normalità che invece manca ormai da troppo tempo.

«Che cos’è lo Sperone è impossibile da raccontare se non lo vivi, se non ci vivi - ha scritto il cantante sui social al termine della visita nell'Istituto Sperone Pertini -. È una scuola, grande, bellissima, colorata, pulita, moderna, viva, sana, che si erge con orgoglio, come le tre bandiere che sventolano sulla sua porta d’ingresso, (quella italiana, quella d’Europa e quella della Sicilia), in una posizione che somiglia a una piazza ma una piazza non è».

“Non esistono piazze allo Sperone”. La scuola è uno "spazio aperto" di un quartiere enorme. Come un sole che allunga i suoi raggi verso tutte le angolazioni e prospettive possibili, la puoi vedere dalle finestre appoggiate una sull’altra sui palazzi che si ripetono all’infinito, quasi a farsi coraggio.

La puoi ascoltare, perché dalle finestre delle classi si odono le grida e le risate, i canti e le parole di centinaia di bambini che riempiono le strade tornando a casa. Tutto intorno a questo sciame che fiorisce come un grande albero, lo Sperone non lascia scampo alla realtà, difficile, abbandonata ai suoi perché, ferocemente aggredita dalla sporcizia.

"Una città dentro alla città", eppure umana, umana in un modo di cui io non saprei scrivere, e non basterebbe. Antonella Di Bartolo, preside del’Istituto, è una grande donna prima di essere una insegnante.

Non troppi anni fa ha letteralmente salvato la scuola, fondandola di nuovo, da zero, quando tutti, istituzioni comprese, volevano chiuderla perché cadeva a pezzi. Ha miracolosamente abbattuto la dispersione scolastica, una piaga terribile.

"Una scuola che chiude qui è la sconfitta peggiore". Questo perché "la scuola è una promessa fatta ai bambini. Un loro diritto". Ora questa scuola è tutto. Non ha valore. È la cosa più bella che un bambino può incontrare. La prima parola che potrà imparare.

L’arte sui palazzi del progetto #IoVorrei è solo il prolungamento di questa bellezza e di questa promessa, che non basta. Non basterà. Ma è un altro tassello in più. Perché non c’è scuola senza intorno una città, di cui una bambina di nome Gaia, oggi è simbolo. La promessa che viene mantenuta. Il futuro».
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