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Chiuso da trent'anni ma è un monumento: riapre (forse) il Palazzo delle Finanze

Come un "elefante in salotto" che tutti a Palermo fingono (o fingevano) di non vedere: si torna a parlare di spostare gli uffici della Corte dei Conti al suo prezioso interno

Balarm
La redazione
  • 25 aprile 2019

L'ingresso su piazza Marina del palazzo delle Finanze (ex Vicaria)

L'edificio ottocentesco occupa un intero isolato e si spinge dalla Cala a via dei Tintori, da via dei Cassari a piazza Marina: il suo lato corto, per capirci, misura 62 metri.

Parliamo dell’ex Palazzo delle Finanze che tutti vediamo (si, anche i turisti) da decenni sonnecchiare in piena vista nell'abbandono seppur in piazza Marina passa gratuitamente nelle mani della Regione Siciliana che si impegna a restaurarlo per riattivarlo e trasferirvi gli uffici della Corte dei Conti.

Al momento appartiene allo Stato, al ministero delle Finanze: il passaggio di consegne del monumento (come troviamo scritto su "Le vie dei Tesori Magazine") è nell’elenco all’esame della Commissione paritetica Stato-Regione, presieduta da Enrico La Loggia, che si riunirà il 5 e 6 maggio.

Il progetto non è però nuovo nuovo: era stata presa in considerazione una soluzione del genere la prima volta già nel 2011.

Dal 2011 al 2019 sono otto anni che si assommano agli oltre trenta 30 di abbandono e saccheggi: da quando è stato smantellato l'ultimo ufficio il palazzo è stato privato anche degli infissi mentre nel frattempo gli agenti atmosferici e il tempo si sono nutriti ogni giorno delle sue pareti.

Ma i danni maggiori li ha causati chi, indisturbato, ne ha devastato gli interni e trafugato l'impianto elettrico, i fregi decorativi, le finestre monumentali in ghisa e, nel 2013, perfino la Vittoria Alata di Antonio Ugo, statua bronzea di oltre due metri, poi ritrovata (oggi a palazzo Ajutamicristo).

Il nucleo Tutela del patrimonio culturale della polizia municipale ne ha disposto il sequestro nel 2014 affifandone intanto la custodia all’agenzia del Demanio.

La storia: dalla sua edificazione sulle macerie delle Carceri della Vicaria nel 1840 ad opera di Emanuele Palazzotto, il palazzo diviene dieci anni dopo Banco Regio dei Reali Domini e successivamente Intendenza delle Finanze, camera di Commercio, Borsa di Palermo e prima storica sede del Banco di Sicilia per poi ospitare l'agenzia delle Entrate fino ai primi anni Novanta.

Oggii l'edificio neoclassico che troneggia al centro del centro storico di una Palermo torna a far parlare di sè, sperando che stavolta alle parole seguano i fatti.

L'ultima volta non succese, con tutte le buone intenzioni che nel 2012 accompagnavano l'allora assessore all'Economia Gaetano Armao nei festeggiamenti per il trasferimento di questo e di circa altri 200 beni dallo Stato al patrimonio regionale.

Infatti ancora aspettiamo l'emanazione del decreto che consentirebbe alla Corte dei Conti di trasferire lì i suoi uffici, e siamo ad aprile 2019.

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