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Ci vai per le tragedie ma non sai che ci hanno girato un film: i set del cinema a Siracusa

Vi portiamo in uno dei più visitati in queste settimane a Siracusa, e in tanti altri luoghi suggestivi che sono stati scelti per girare un celebre film. Quali sono

Federica Puglisi
Giornalista
  • 18 maggio 2026

Teatro Greco di Siracusa

Immaginate di essere dei novelli Indiana Jones, e di voler andare alla scoperta di tesori nascosti in una delle città più belle del Mediterraneo. Potete farlo senza dubbio, lasciandovi conquistare da questo itinerario alla scoperta di alcuni luoghi della città di Siracusa raccontati in una pellicola del 2023 del più famoso archeologo del cinema hollywoodiano.

Qualche anno fa, infatti, la troupe cinematografica invase la città e altre parti della Sicilia per le riprese del film “Indiana Jones e il quadrante del destino”, quinto capitolo della saga. Il famoso archeologo era alla ricerca di un’originale invenzione realizzata da Archimede. E allora quale migliore ricerca se non quella di visitare proprio quei luoghi dove visse il grande scienziato dell’antichità. Questi luoghi, poi, ruotano tutti attorno alla millenaria storia di Siracusa, alla sua archeologia, al suo ricco patrimonio di beni che l’hanno resa celebre e tra le città più amate nel sud Italia. Ciò che rende la città così vicina allo spirito di Indiana Jones, infatti, non è soltanto la bellezza dei suoi monumenti, ma il modo in cui la storia emerge dal paesaggio urbano.

Non solo musei che racchiudono i reperti più antichi della città, Siracusa è una città dove il passato sembra ancora respirare sotto la superficie del presente. Ed è proprio questo il cuore dell’avventura archeologica raccontata dal cinema: la sensazione che dietro ogni pietra possa nascondersi una storia dimenticata.

Ma quali sono questi luoghi raccontati nel film. Dal Parco archeologico della Neapolis, con il suo teatro, l’Orecchio di Dionisio, e ancora la Tomba di Archimede, il Castello Maniace. E persino le Latomie, il tempio di Atena, l’attuale Duomo.

Vi portiamo, dunque, alla scoperta di questi posti. In particolare vi portiamo in uno dei più visitati in queste settimane a Siracusa, perché nel suo teatro si stanno svolgendo le rappresentazioni classiche dell’Inda, l’Istituto nazionale del dramma antico. E così lasciandosi trasportare dai racconti su Alcesti, Antigone e altri personaggi del mito si può visitare il Parco Archeologico della Neapolis, una delle aree archeologiche più importanti del Mediterraneo. Qui convivono monumenti greci e romani immersi nella vegetazione mediterranea, creando uno scenario che sembra costruito proprio per una caccia al tesoro archeologica.

E infatti uno dei primi indizi in mano ad Indiana Jones ce n’era uno che riguardava una delle grotte più suggestive del Parco archeologico: quella denominata Orecchio di Dionisio, suggestiva cavità di pietra, usata in età greca e particolare proprio per la sua forma. Inoltre entrando in essa le voci e i suoni si amplificano. Ma da cosa deriva il suo nome? Si racconta che un tempo la grotta fosse usata come prigione dal tiranno Dionisio, che vi faceva rinchiudere i nemici per poi spiarli ascoltando la loro voce che faceva da eco. Inoltre pare che il nome con cui oggi è conosciuta le sia stato attribuito da Caravaggio, nel periodo in cui visse a Siracusa.

Suggestiva è anche la Grotta dei Cordari poco vicina all’Orecchio di Dionisio e all'interno della latomia del Paradiso. Per secoli essa era usata, per la propria lunghezza e per la presenza dell'acqua, per la fabbricazione delle corde. Oltre a queste due grotte, si può visitare il maestoso teatro, tra i più grandi del mondo antico. Esso è stato costruito nel V secolo a.C. e ampliato in età ellenistica. Oggi, come detto, ospita le rappresentazioni classiche dove rivivono i testi degli antichi tragediografi, ancora attuali.

Una delle curiosità più affascinanti riguarda l’orientamento del teatro: la cavea è scavata direttamente nella roccia e guarda verso il mare e l’Isola di Ortigia. Tra gli altri siti di grande suggestione ci sono le Latomie, che celano il lato oscuro della città greca. La più conosciuta è la Latomia del Paradiso. In esse venivano rinchiusi i prigionieri; suggestivi i giochi di luce che cambiano continuamente durante la giornata.

E poi la Tomba di Archimede, dove giungono i protagonisti del film. In città c’è un luogo che viene ricordato come la sepoltura del grande scienziato. Ma non si hanno certezze sulla sua reale esistenza. La tomba rappresentata nel film è un sarcofago realizzato a fini cinematografici, ma non è di certo la vera tomba di Archimede, che pare non sia stata mai trovata. Un altro luogo cinematografico, di questo percorso tra archeologia e film, ma fuori dal perimetro del Parco della Neapolis è il Castello Maniace, alla punta estrema di Ortigia. La fortezza sveva venne costruita nel XIII secolo per volontà di Federico II.

Con la sua grandezza domina il mare, le sue sale evocano storie di crociati, reliquie e antichi segreti. Inoltre è uno dei migliori esempi di architettura militare federiciana nel Mediterraneo. Alcuni studiosi ritengono che la posizione strategica del sito fosse già utilizzata in epoca greca e romana. E ancora passeggiando per Ortigia la visita al Duomo, costruito direttamente sopra l’antico Tempio di Atena del V secolo a.C. La pellicola “Indiana Jones e il quadrante del destino” fa riferimento non solo ai luoghi di Siracusa, ma anche ad alcuni studi di Archimede, quasi a rendere omaggio al grande genio.

E cioè il principio di Archimede sul galleggiamento dei corpi in un liquido, oppure gli specchi ustori con i quali, secondo la leggenda, sarebbe stata distrutta la flotta romana. La prossima volta che vi capiterà di visitare Siracusa, dunque, si potranno visitare questi luoghi e ricordare come siano stati scenario di uno dei film più celebri della saga di Indiana Jones.
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