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Fu la dimora del duca d'Angiò a Palermo: alla Kalsa "rinasce" un palazzo settecentesco

Nel cuore del centro storico e affacciato sulla costa, il prospetto è ornato da stucchi Rococò. Oggi è anche sede del Teatro Ditirammu e della Galleria di Nicola Bravo

Balarm
La redazione
  • 11 marzo 2021

La facciata di Palazzo Petrulla

C’è un quartiere in particolare fermento, nella Palermo che sta rinascendo sotto la spinta della bellezza e della cultura: stiamo parlando della Kalsa.

Oltre alla sua posizione privilegiata, nel cuore del centro storico e affacciato sulla costa, che vanta una splendida vista sul mare, la Kalsa ad ogni angolo sembra rifiorire con nuovi progetti legati, spesso, al recupero di edifici storici già presenti.

Dopo l’eccezionale casa-museo, quale è Palazzo Butera, che si trova accanto all’altro polo attrattivo che è Palazzo Lanza Tomasi, la “bacchetta magica” del recupero ha toccato anche Palazzo Putrulla, situato ad angolo con via Torremuzza 6.

L’edificio, che fu dimora del duca d’Angiò principe di Petrulla, con il prospetto settecentesco ornato da stucchi Rococò e dallo stemma ancora presente sopra il portale, dopo essere stato in vendita per anni è stato venduto e sarebbero cominciati i lavori di recupero.



L’antico Palazzo Petrulla, detto Palazzo dei Gioeni dei Duca d’Angiò e Principi Petrulla, oltre ad una struttura dal grande valore storico, che nei decenni è andata incontro al degrado, ha custodito nicchie di cultura della Palermo più attenta: dalla Galleria L’Altro Arte Contemporanea di Nicola Bravo (presente da 40 anni) al Teatro Ditirammu.

Uno dei più piccoli teatri popolari esistenti, la Casa teatro di Vito e Rosa Parriniello, generazione di artisti impegnati nella ricerca e nel recupero del folklore popolare della Sicilia, presenti nel Palazzo dal 1988.

Negli scorsi mesi finalmente Palazzo Petrulla che, oltre ad un atrio bellissimo, vanta terrazze affacciate sul Foro Italico e una serie di appartamenti per un totale di cinquemila metri quadrati, è stato rilevato da un gruppo di privati, ancora top secret, che avrebbero già avviato i lavori di ripristino.
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