Con la primavera un luogo (romantico) da vedere: "l'Arco dei Baci" vicino a Palermo
La passerella è stata "battezzata" così. Negli anni si è assottigliata, limitando e di molto le scorribande dei turisti che cercavano lo scatto perfetto. Vi ci portiamo
L'arco azzurro di Bagheria
A pochi chilometri dalla “popolosa” Bagheria e circa un paio dalla vivacissima Aspra, l’ambiente palermitano nasconde “imprevisti piacevoli”. È un gioco dove prevale la natura, un miscuglio di colori che trovano spazio senza chiedere il permesso. Le Vie dei Tesori ha dato la possibilità a tutti di visitare il Geosito di Mongerbino. Un’opportunità interessante figlia di un duro lavoro che nel 2017 - grazie alle associazioni di Promozione Turistica “Natura e Cultura”, della Lipu, della Sigea, della Coop Sociale e dell’ASD Master - è diventato realtà.
Dietro al grande impegno, nonostante le “iniziali” condizioni precarie, abbiamo la consapevolezza di toccare con mano uno dei simboli siciliani. Dopo avere raggiunto il Geosito, una discesa di un centinaio di metri ci permette di entrare in uno spazio/evento ricco. Sì, dal punto di vista faunistico. Passi leggeri che ci proiettano verso un breve steccato. “Lu scrusciu di lu mari” si sente, e tanto. Sbatte violentemente contro le formazioni calcaree che sovrastano l’area. Il vento dilaga, folate a velocità inaudite.
Si crea una simbiosi che lascia di sasso i curiosi, timidi spettatori di fronte al protagonismo climatico. Pochi metri ancora e “l'Arco dei Baci” è nostro. Siamo padroni inconsapevoli di un effetto a dir poco straordinario. E che storia da raccontare! Sin dagli anni Trenta! Fece la comparsa nelle cartoline e in quelli Cinquanta era meta desiderata dei francesi. “Il Village Magique Capo Mongerbino” rappresentava uno dei luoghi rinomati del territorio bagherese (per non parlare della Baia dei Francesi). Fino agli Settanta quando, ricordi alla mano, divenne famosa per lo spot della Perugina.
La passerella (posta a 11 metri di altezza) venne battezzata appunto come “Arco dei Baci”. Negli anni si è assottigliata, limitando e di molto le scorribande dei turisti che cercavano lo scatto perfetto. In quest’epoca moderna è lo spirito di osservazione che può giocare un ruolo fondamentale. In effetti, con attenzione, la valutazione del territorio circostante supera l’esame con il massimo dei voti.
I Monti di Aspra racchiudono bellezze geometriche che vanno scoperte con i trekking organizzati. Il Mar Tirreno è geloso delle continue attenzioni. Ogni singolo aspetto mostra e dimostra l’importanza delle caratteristiche. Siamo accompagnati dai suoni. Sono contenuti impercettibili, creano un’atmosfera orchestrale. Forme rare di uccelli che volano liberamente, attratti dall’habitat di Mongerbino.
Ulteriori presenze faunistiche sono diventate i custodi inattesi della zona. Incontriamo Giuseppe Giammanco. È un ragazzo universitario bagherese. Ama la sua città. Ama il decoro, l’ambiente e sogna. Sogna come pochi, una Bagheria che diventi il cuore pulsante del turismo. “Il sito è un aspetto geologico da approfondire. Eventi che creano una forma spettacolare dove il mare conclude - con forza e prepotenza - il suo lungo viaggio”.
Ha ragione. Il tratto spazio/tempo è un particolare da non sottovalutare. Sono stati eseguiti diversi lavori per permettere di organizzare eventi di qualsiasi tipo. Il "risveglio di Mongerbino" è una delle vittorie della comunità. Tra i tanti posti a sedere in legno ne prendiamo uno a caso. Ascoltiamo i rumori esterni. Silenziosi e rispettosi dell’ambiente, magari con uno sguardo rivolto al promontorio di Capo Zafferano. Cosa rimane e rimarrà di tutto questo? Un’idea, un monito, o forse una proposta valida. “L’Arco Azzurro” è un bene che merita una conferma. Oggi, domani e… per sempre.
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