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Contrabbandieri verso le Egadi: in un video il "relitto del tabacco" affondato 42 anni fa

Il relitto della "Elpis I" si trova a 15 metri di profondità nelle acque del Mediterraneo, tra Favignana e Trapani. Ecco le spettacolari immagini che ne raccontano la storia

Balarm
La redazione
  • 18 dicembre 2020

relitto Elpis I from Riccardo Cingillo on Vimeo.

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Sono immagini che permettono di staccare per un attimo dalla nostra quotidianità e di sognare a occhi aperti. Immagini che regalano un attimo di quiete portandoci nel silenzio del mare.

Il relitto della "Elpis I" si trova a 15 metri di profondità nelle acque del Mediterraneo tra Favignana e Trapani a mezzo miglio a sud dall’isolotto della Formica. Zona che rientra nella riserva marina della Egadi dunque è possibile immergersi solo se provvisti di autorizzazione da parte della Capitaneria di porto.

Già il nome di questa bettolina di 400 tonnellate e una lunghezza di poco più di 40 metri, carica di fascino la sua storia; nella mitologia greca, Elpìs (in greco antico ἐλπίς, ἐλπίδος) era la personificazione dello spirito della speranza.

"Nell'opera del poeta greco antico Esiodo Le opere e i giorni essa è tra i doni che erano custoditi nel vaso regalato a Pandora donna creata da Efesto. Pandora (dall'aggettivo πᾶς pas "tutto" e δῶρον dòron " dono", quindi "tutti i doni"), aveva avuto l'ordine di non aprire mai il vaso, ma la curiosità fu più forte e la donna aprì il vaso facendo così uscire tutti i mali, soltanto Elpìs rimase dentro perché Pandora riuscì a richiudere il vaso". Così solo un dono non riuscì ad uscire dal vaso, la speranza.



Torniamo alla storia, era la notte tra il 12 e 13 gennaio 1978 quando la Elpis "di nazionalità giapponese e battente bandiera cipriota" naufragò nel mare Mediterraneo tra l’isolotto di Maraone e l’isola di Formica.

Trasportava un carico di sigarette di contrabbando in direzione delle Egadi, ricordiamo infatti, riportando le parole di Pino Arlacchi del 1994, che «Cosa Nostra è stata molto attiva nel traffico di tabacco durante gli anni ‘70, operando per mezzo degli accordi con la Camorra. Nel decennio successivo l’organizzazione mafiosa siciliana ha poi spostato il proprio interesse verso il più remunerativo business del traffico di stupefacenti».

Quella notte una falla si aprì nella paratia di poppa e costrinse l’equipaggio ad abbandonare la nave con tutto il carico e mettersi in salvo. Partirono in seguito le operazioni per trainarla, quindi l’unità prima venne confiscata dalla Capitaneria di porto di Trapani e affidata a una ditta per la pulizia delle stive che erano ancora piene di gasolio. La stessa ditta, sette mesi dopo si aggiudicò l’appalto per l’acquisto del relitto e fu proprio quando si apprestava a trainarlo in porto per dismetterlo che una tempesta di vento forza 10 proveniente da levante trascinò di notte la Elpis I facendola inabissare nello spazio d’acqua tra Maraone e la Formica.

Godetevi queste belle immagini del documentarista siciliano Riccardo Cingillo e le emozioni che regalano solo a guardarle, pensate cosa deve essere scendere li giù e vedere da vicino il "relitto del tabacco".
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