Da avvocato a scrittrice, cambia rotta (in Sicilia): Loredana, "La custode dei sogni"
Nel suo libro l’Isola non è quella da cartolina. L’opera è dedicata alla propria terra, senza edulcorazioni, ma nella sua verità più cruda fatta di voci differenti e temi attuali
Loredana Scifo
Scrittrice catanese, classe 1975, cresce a Siracusa città dove infittisce la trama della sua storia familiare ed emotiva. Dopo aver esercitato per anni la professione di avvocato, sceglie l’insegnamento al sostegno didattico e la scrittura - specie prosa e poesia - che l’accompagnano fin dall’infanzia e adolescenza. Poesia con la quale ottiene menzioni di merito in concorsi nazionali e internazionali e vince il Premio Faretra al X Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo” e il Premio Internazionale “Il Paese della Poesia d’Amore 2025”, con incisione e affissione di un testo su una stele di pietra a Montegiordano.
Sebbene, la prosa sia espressione della sua anima sensibile e introspettiva, lo sguardo contemplativo sul mondo la dirige verso un nuovo orizzonte il romanzo contemporaneo, in cui relazioni, silenzi, ferite ed eredità emotive diventano il vero centro della storia. Nasce così il suo primo libro “La custode di sogni” (Aletti Editore). Un’opera corale femminile che ha richiesto mesi fra scrittura e revisione, nata da una costellazione di domande del tipo “Cosa succede ai desideri messi da parte, a quelli che le donne si proibiscono per il bene degli altri?”. Nel testo, la protagonista è Iris; giovane donna sospesa tra desideri, paure e il bisogno di ritrovare sé stessa. Attraverso la sua visione il romanzo sviscera legami generazionali di epoche differenti e il coraggio di inseguire la felicità.
Qui emergono temi cari a Loredana come le relazioni con tutti i loro silenzi, ferite ed eredità emotive; e le genealogie femminili vissute in dimensioni di resilienza, lutto e rinascita. Tutto questo in una Sicilia protettrice di radici, oltreché "paesaggio interiore, sfondo vivo delle storie e delle trasformazioni dei personaggi”. Qui l’Isola non è quella da cartolina, ma «una terra - dice Loredana - che custodisce memorie profonde e pone continuamente domande, soprattutto alle donne. È quasi un personaggio, capace di proteggere e insieme soffocare una luce che convive con omertà, giudizio ed etichette sociali da cui le protagoniste cercano di emanciparsi senza recidere le proprie radici, trasformandole piuttosto in un luogo interiore di forza e consapevolezza».
Un’opera dedicata alla propria terra, senza edulcorazioni, ma nella sua verità più cruda fatta di voci differenti e temi attuali: dalle donne costrette in ruoli rigidi e in sacrifici silenziosi, a figure che nonostante le avversità “possono separarsi, ricominciare, reclamare la propria voce e cercare una felicità non conforme ai copioni ricevuti”.
Figure che diventano eroi ed eroine controcorrente. Donne che inciampano, cadono, si rialzano e imparano a custodire i propri sogni senza più relegarli in fondo alla lista delle priorità e uomini chiamati a misurarsi con le proprie ferite, le responsabilità affettive e la possibilità di cambiare e di amare. Figure che collimano in scelte decisive, come quella della sua ideatrice che ha compiuto un salto radicale di vita e professione votato alla scrittura.
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