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Da Torino a Palermo, "folgorato" dalla città: Buzzy Lao e una migrazione alla rovescia

Classe 1987, il cantautore-bluesman Alberto Salerno si è trasferito nel capoluogo siciliano due anni fa. A Balarm racconta la sua storia e perché ha scelto Palermo

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 31 maggio 2021

Alberto Salerno, in arte Buzzy Lao

Ci sono tantissime ragioni per decidere di compiere una migrazione alla rovescia, dal Nord al Sud.

C'è chi torna perché dopo aver raccolto esperienze vuole tornare nei luoghi d'origine e scommettere sulla propria terra, c'è chi si trasferisce per amore di qualcuno, ma c'è anche chi si trasferisce perché si innamora di una città, ed è il caso del cantautore-bluesman Alberto Salerno, in arte Buzzy Lao.

Classe ‘87, torinese di nascita da genitori originari di un piccolo paese arbëreshë in Calabria, cresciuto musicalmente a Londra, torna a Torino nel 2016. Da due anni ha trasferito la sua residenza nella città tutta porto.

«Palermo mi piace la sua multi-etnicità e di conseguenza anche il multiculturalismo che si respira in ogni angolo della città. - racconta - Sono tantissime le culture che si sono mischiate in questo fantastico porto di mare in mezzo al Mediterraneo e questo secondo me è la cosa più preziosa che può vantare.



Oltre a questo sicuramente c'è la capacità della città, nonostante sia una delle più grandi d'Italia, di mantenere una rete sociale viva, piena di calore e affetto che tendenzialmente si trova solo nei piccoli paesi, e questo avviene soprattutto nel centro storico dove abito».

La prima volta arriva in città per alcune collaborazioni con delle case discografiche locali come la 800A, folgorato dalla bellezza del centro storico e dalla luce decide ben presto di prendere armi e bagagli trasferirsi a Palermo. Per fortuna il lavoro non lo ha dovuto cercare, ma se l'è portato con sé dentro le valigie.

«Io fortunatamente ho la possibilità di lavorare spesso a distanza con il solo uso del computer portatile - spiega Buzzy Lao -. Oltre ai concerti, che in questo periodo sono ovviamente mancati, mi occupo in secondo piano di molte altre attività sempre musicali come gestire una piccola casa discografica, Bunya Records, e un hub di servizi musicali che si chiama voolcano e che abbiamo fondato insieme ad altri appassionati di musica proprio a distanza in questo ultimo anno e mezzo di restrizioni.

Sono quindi un caso molto felice di "South Working" come si usa definire ultimamente, ovvero riesco a vivere e lavorare al Sud mantenendo una rete di contatti molto solida con diverse città italiane, e anche europee».

Vive in pieno centro storico, vicino alla Cattedrale. «Una zona stupenda e la cosa che più mi piace è uscire dal portone di casa ed essere circondato dall'arte, dove anche solo una passeggiata sembra speciale. Mi muovo quindi a piedi o in bici e per me questo è vitale» aggiunge.

E a quanto pare anche sul fronte dell'accoglienza, Palermo si è difesa molto bene: «Sono stato molto fortunato in quanto ho fatto subito amicizia con molti palermitani - racconta a Balarm - fin dal primo giorno. Ormai in centro conosco tantissime persone e devo ammettere che non ho mai percepito di non essere del posto, tutte le persone che ho incontrato e con cui ho stretto amicizia mi hanno fatto sentire sempre a casa, non è scontato e questo lo apprezzo molto».

Il cantautore durante la pandemia non si è fermato così adesso è uscita 'Fango', la nuova ballata folk e intimista del cantautore-bluesman che, a pochi mesi dall’uscita di 'Haya', brano afro-blues con la partecipazione di Dargen D’Amico, pubblica ora un intenso e delicato inedito che trae ispirazione dalla vecchia scuola del cantautorato anni '60 e '70 condito con le sonorità del nuovo folk internazionale.

Con questo brano: «Vorrei comunicare - sottolinea - che è possibile riuscire a vedere il lato bello delle cose che ci circondano anche se non sono esattamente come speravamo o immaginavamo. È una capacità che da bambini avevamo intatta e che con il passare degli anni abbiamo un pò perso, mi piacerebbe che con 'Fango' arrivi questo piccolo ma importante messaggio».

Un periodo, questo che stiamo vivendo, che lo ha messo a dura prova ma che ha saputo mettere a frutto.

«Ho imparato molto e soprattutto a livello personale. - continua - A cominciare dalla maggiore consapevolezza dell'uso del tempo libero durante la giornata che è anche fondamentale per chi scrive o ha bisogno della giusta organizzazione della giornata per permettere alla creatività di esprimersi.

Oltre questo, se devo cogliere dei lati positivi da questo periodo posso dire che sono riuscito ad essere molto più concentrato su me stesso in senso positivo, provando ad ascoltarmi di più invece di farmi distrarre dagli stimoli esterni. Credo che sia una cosa che un pò tutti abbiamo imparato a fare meglio durante questo anno e mezzo».

Presto anche Buzzy Lao tornerà dal vivo per dei concerti in acustico nelle principali città italiane tra cui Palermo, suonerà dal vivo il 25 giugno al Camus per un concerto dove presenterà il nuovo singolo e anche molte altre canzoni che lo hanno accompagnato in questi anni.
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