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Da "zitta e cucina" all'emancipazione (che passa dai fornelli): nasce "Cuoche a km Zen"

"Zen" come uno dei quartieri più difficili di Palermo: alcune donne danno vita a una cooperativa di catering che punta alla rinascita di donne vittime di violenza

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 15 aprile 2019

Le "Cuoche Combattenti"

Nell'eterna e forse mai definitiva narrazione sul quartiere San Filippo Neri, che altro non è che lo Zen di Palermo, tutti concordano su un punto: se ci fosse lavoro molti dei suoi abitanti non si troverebbero nei guai con la legge.

Ecco da questo presupposto nasce l'idea di un progetto per dare lavoro alle donne vulnerabili, perché il primo passo verso l'emancipazione è l'indipendenza economica.

Nella Zona Espansione Nord le donne hanno bassi livelli di occupazione e di istruzione, il loro ruolo è in gran parte subordinato a quello maschile dentro e fuori la famiglia e questo causa anche dinamiche di violenza domestica, soprattutto psicologica. Il progetto che si sta cercando di portare avanti si propone di creare una cooperativa di catering come opportunità di integrazione e lavoro per donne vulnerabili dal simpatico nome: "Cuoche a km Zen".

Ma per avviare questo importante progetto occorrono dei soldi che potrebbero arrivare se si vincesse un contest (qui il link per votare).

Il progetto nasce dall’idea di imprenditoria sociale che “Cuoche Combattenti” ha iniziato e che si vuole potenziare grazie alla collaborazione, già avviata, conl'associazione Zen Insieme e la Onlus Le Onde. I prodotti di “Cuoche Combattenti” hanno un'etichetta parlante che intende contrastare la violenza sulle donne, smontare stereotipi e ruoli relazionali che autorizzano abusi e rinforzare l’autodeterminazione.

Si vorrebbe realizzare un laboratorio di produzione e trasformazione alimentare che diventi uno spazio di accompagnamento e condivisione per donne con un passato o un presente difficile, un luogo sicuro, di confronto e collaborazione tra donne desiderose di riscatto personale, offrendo loro un’opportunità d’impiego che oltre a permettere l'indipendenza economica, rinsaldi l'autostima personale così indebolita dalle costrizioni ricevute.

L'obiettivo finale è il potenziamento della loro autonomia e al superamento degli stereotipi che sono alla base degli stili di vita di quante non hanno accesso all'istruzione e/o al lavoro ma, cerca anche di collegare questi ruoli sociali imposti all’effettiva possibilità di fuoriuscita.

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