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Dalla trattoria di famiglia sui Nebrodi a Los Angeles con 8 locali: Giacomino e i "Drago brothers"

Un risotto riuscito male fu galeotto. Fu quello il momento in cui capì qual era la sua vocazione. E fu così che giovanissimo, Giacomino Drago, lasciò la Sicilia alla volta degli States

Marcella Ruggeri
Giornalista e conduttrice Tg
  • 30 agosto 2021

Giacomino Drago e i suoi fratelli

Alla tenera età di 11 anni, cucina il suo primo piatto nella trattoria dei genitori a Longi (comune nebroideo di Messina), un risotto ai funghi porcini che si è rivelato una pappa di riso inguardabile e sicuramente un esperimento che gli è servito a superarsi sempre di più e a trasformarsi, a Los Angeles, nel "divo affabile e coinvolgente della ristorazione" quale è adesso da oltre 25 anni.

Giacomino Drago originario di Galati Mamertino, a 48 anni oggi, è il titolare di uno dei ristoranti più in voga e sempre pieno di Beverly Hills ovvero “Il Pastaio”, ricercatissimo per le sue ricette tradizionali siciliane e comunque italo – siciliane.

Giacomino non si è accontentato di aprire a 20 anni un solo locale, il cui stile gastronomico è amatissimo e reputato tra i migliori nella Città degli Angeli ma possiede la bellezza di otto attività di ristorazione, alcune in società con gli altri fratelli e tre come unico proprietario.



Chiamare queste esperienze consolidate come una catena commerciale sarebbe riduttivo: l’insieme ha il sapore di famiglia in tutte le sue branchie e si è diversificato regalando a ciascuna creatura una sua identità, un suo concetto riconoscibile ad occhi chiusi, per cui “i Drago” sono un richiamo esuberante ed assoluto per tutta la cucina italiana in quella Contea d’America.

Tutto ha inizio quando Giacomino, il più piccolo di otto figli, lascia la Sicilia, il suo paese montano e il locale (per lui laboratorio) “Portella Gazzana” a 16 anni per raggiungere nell’89, a Los Angeles, il fratello maggiore Celestino che risiedeva lì da 10 anni.

«Ho imparato tutto da e con Celestino – si lancia nel racconto entusiasta e commosso il nostro ‘cult chef’ - che ha messo in piedi la sua prima realtà di cucina regionale ‘Celestino’ prima a Beverly Hills, poi si è spostato a Pasadena ed è ancora in quella sede con l’altro fratello Calogero che faceva e fa il maitre e capo sala».

«Senza panegirico - continua - ma in tutta onestà, possiamo dire che Celestino, ad oggi 63 anni, è stato uno dei primi chef ad introdurre la vera cucina italiana. Ha importato dall’Italia il prosciutto, la mozzarella e il radicchio quando negli Stati Uniti erano una leggenda.

È stato in grado di inaugurare e sviluppare sia per altri che per se stesso più di venti ristoranti». Il big brother si è allargato alla grande distribuzione perché ha un “Distribution center” – “Dolce Forno” con cui rifornisce prodotti da forno e pasticceria ad altri locali importanti e compagnie aeree. Giacomino rientra in Italia solo per adempiere al servizio militare e poi si trasferisce definitivamente negli Stati Uniti per avviare, insieme a Celestino, la sua avventura che è "Il Pastaio".

Il menù qui è naturalmente a base di pasta fresca e pastasciutta, con tutti i suoi condimenti: la selezione si è estesa per servire prodotti di eccellenza tra pesce fresco, carni e pollame, pasta senza glutine ed uno stuolo di dolci speciali.

Le proposte esaltanti sono state da subito primi piatti che con genuinità sono influenzate dall’alternanza delle stagioni con gli ingredienti di pregio che le caratterizzano. La dinastia culinaria dei Drago avanza come un esercito, le cui armi sono il profumo dei pomodori maturi, il tocco autentico del pesto di olive, le paste artigianali e i tanti formaggi e vini tipici della regione.

Molti delle pietanze apprezzate appartengono ad una scelta innovativa come i pomposi ravioli di zucca, il vellutato risotto al nero di seppia e persino la salsa di pomodoro piccante preferita della casa: l'arrabbiata. Lo standard di servizio è elevato anche per il riconosciuto talento del nostro protagonista e con immenso appagamento dell’utenza, grazie all’adattabilità della cucina che presta attenzione alle esigenze dei commensali. “Il Pastaio” si è dotato di una sala da pranzo privata – chiamata The Olive Room che può ospitare 30 persone e mette in mostra una “wine room”, contenente quattrocento bottiglie di vino e spiriti.

A curare le finanze de Il Pastaio è la sorella di Giacomino, Carolina, nel ruolo di General Manager. Da solo, Giacomino Drago possiede e gestisce tre attività: a Beverly Hills, Piccolo Paradiso «che è un ristorantino più informale e più intimo che esiste da 20 anni e si trova su Beverly Drive, sotto un accattivante tendalino rosso – descrive l’imprenditore -.

Entrare al ‘Piccolo Paradiso’ è come tornare a casa. Abbiamo affidato il suo nome al titolo di un classico film siciliano che imprime un senso di calda nostalgia a chi frequenta questo posto e si lascia viziare dal tradizionale comfort food italiano, dal personale cordiale e dal clima accogliente.

Appesi alle pareti, ci sono i poster cinematografici incorniciati d'epoca dell'omonima pellicola. Degustare determinate prelibatezze risveglia la memoria delle tavolate condivise con i propri cari: parliamo di pomodori secchi, formaggi freschi, tagli di carne scelti e della pasta fatta a mano. Ci si può sedere e rilassare ad un tavolo coperto di lino a lume di candela».

Anche qui, la bontà delle paste non si smentisce e troviamo per esempio: dalle Linguine alle vongole o con aragosta e granchio agli “Spaghetti Natale” (dedicati al padre del titolare), dal “Risotto di Donna Carmela” (come tributo alla madre) e alle pappardelle al cinghiale.

Lo stacanovista mamertino messinese si è cimentato anche sul cibo giapponese con ampi successi. Ed è così che a Bel-Air, alle pendici delle montagne di Santa Monica e sopra Beverly Hills, tiene clamorosamente la scena, in una comunità esclusiva, con altri due “figliocci”: il ristorante Shu (che sta per Sushi House Unico) con una cucina giapponese accreditata da dieci anni e supportata dallo chef Yoji Tajima che incoraggia piatti fantasiosi, con il calore e l'ospitalità tipici di Drago.

Sempre a Bel-Air e di proprietà di Giacomino, c’è “Il Segreto" «una location nascosta, con due salette, con un centinaio di posti su più turnazioni che si susseguono a ritmo costante, nulla a che vedere con l’Italia» - specifica lo chef. In questa location, da non perdere i primi piatti quali Tartufi estivi (garganelli fatti in casa con tartufo nero, salsiccia e pecorino), particolari orecchiette, spaghetti ai frutti di mare e spaghetti polpette. Anche le pizze sono una delizia.

Entrambi lavorano solo per cena. Giacomino, con il fratello Tanino, apre Via Alloro un’altra chicca che si muove tra la cucina tradizionale siciliana al 30% e prepara molto più pesce. Questa struttura si configura come un ristorante di lusso che viene gettonato dai clienti Vip, grazie anche alla presenza di due patii abbelliti da fontane: uno che dà su Dayton ed uno coperto lungo Canon, che rievoca l’ambiente italiano. Nella presentazione di questa atmosfera che stuzzica le celebrità, il locale ha studiato tutte le opzioni possibili: “Che tu abbia un incontro intimo o un cocktail mixer, puoi scegliere di godertelo in una delle aree private”.

Un altro locale, “Drago ristorante”, che è stato aperto a Santa Monica, dove tutti e quattro i fratelli lavoravano, dopo 27 anni, si è mosso a Downtown (quartiere di LA, dove gli affari pullulano) con il nome di Drago Centro, che rappresenta il papà delle attività Drago. Infine, il ristorante bar “Panzanella” è molto grande con standard qualitativi analoghi ai suoi gemelli: qui, possiamo consigliare di assaporare i piatti forti quali “Pollo Parmigiana” (impanato con salsa di pomodoro e mozzarella), “Scaloppine di pollo” (con a scelta capperi al limone, marsala o salsa di funghi), l’ossobuco o il pollo alla milanese, branzino alla griglia servito col famoso salmoriglio o “sammurigghiu” (in dialetto messinese).

La pandemia da Covid non ha permesso di riaprire lo “Yojisan Sushi” che era il nono locale di famiglia, assimilabile a “Shu” e racchiudeva abilmente sia il moderno che il tradizionale, situato dietro un'elegante facciata su Beverly Drive. La sua peculiarità era la fusione del piglio domestico con il surreale, grazie a un giardino galleggiante.

«Noi adesso formiamo anche dei ragazzi che ci aiutano - dichiara Giacomino -. L’America, Los Angeles, sono altri mondi. Mamma Carmela Maria e papà Don Nino, la loro casa, sono stati i nostri perni. L’abitazione di Donna Carmela è stata sempre un ristorante. Papà portava dall'olio al vino e la mamma ricavava le conserve da questi prodotti. Dovevamo imparare a fare tutto ed è stato un insegnamento di vita per le nostre imprese».

Da quel risotto riuscito male quand’era bambino, Giacomino ha convertito i risotti in una risorsa che è anche il cavallo di battaglia dei suoi locali. Ma sa che deve rispondere alle richieste della clientela che vanno dal baccalà con la sua variante “tipo all'eoliana con un letto di lenticchie” agli scampi alla griglia guarnito con “sammorigghiu”. «Dobbiamo sempre diversificarci - aggiunge -. Il nostro pesce arriva ormai da tutti i mari: dal Pacifico, dall'Alaska e dal Giappone. Siamo presenti anche a Dubai dal 2020 con l’intenzione di espanderci sempre lì».

Giacomino, con i suoi intaccabili valori di famiglia e lavoro, ha anche due figli: Allegra che ha 16 anni e vorrebbe seguire le sue orme e Giacomo Antonio di 14 anni che ancora non ha deciso il da farsi e, in fondo, può prendersi il suo tempo, vista la giovanissima età.
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