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Decathlon rimane interessata a Palermo ma (forse) non vuole più l'area dell'ex Coca Cola

Tra intoppi, interpretazioni sbagliate, lungaggini burocratiche, Palermo rimane al momento senza Decathlon. Nel frattempo il noto marchio ha già aperto, in Sicilia, in altre sei città

Balarm
La redazione
  • 30 marzo 2021

Foto Vito Francesco Adragna

La storia è semplice seppur nella sua complessità. Siamo nel maggio 2020, l'avvocatura comunale di Palermo fornisce una interpretazione su alcune norme (tecniche di attuazione, ndr), che porta poi il SUAP (lo sportello unico delle attività produttive) che aveva chiesto il parere, a dire no alla riconversione dell’ex stabilimento della Coca Cola e dunque all'apertura di Decathlon a Palermo in quell'area.

In seguito la Roberto Abate s.p.a proprietria dell'area presenta un ricorso al Tar (il tribunale amministrativo regionale) avverso alla decisione del Suap che ha bocciato il cambio di destinazione degli edifici della zona con la motivazione che la destinazione urbanistica dell’area «non è compatibile con la destinazione commerciale proposta», basandosi sulle norme tecniche di attuazione. Sostenendo che la zona è classificata D, ovvero insediamento industriale, per cui vi si possono installare attività «industriali, artigianali e simili».



Il ricorso della Abate è stato accolto. Secondo il Tar il provvedimento comunale risulta viziato da «illogicità manifesta e contraddittorietà» ed «eccesso di potere per carenza di motivazione». Come spiegato nel dispositivo è illogico accettare un principio in base al quale in queste aree sarebbe possibile costruire nuovi edifici commerciali, mentre non sarebbe possibile riconvertire quelli esistenti, come aveva teorizzato il Comune. «ciò considerato – scrivono i giudici del Tar – sarebbe veramente inspiegabile e irragionevole prevedere che ciò che può essere fatto in edifici di nuova costruzione non possa essere svolto negli edifici già esistenti, originariamente destinati ad altra attività».

Secondo i giudici dunque c'è stata un'interpretazione sbagliata delle norme tecniche di attuazione da parte del Suap, che, come detto, si erano basati su un parere dell’avvocatura comunale.

Abbiamo chiesto al colosso francese cosa succederà adesso: «È troppo presto per comprendere se nella stessa posizione possono riaprirsi degli scenari per noi - ci hanno detto -. I nostri interessi sulla città comunque permangono».

Decathlon nel descrivere la sua mission usa parole come “creare voglia” e "rendere accessibile" "piacere e benefici" e ancora "Vitalità, sincerità, generosità", insomma parole assai distanti da intoppi, errori e burocrazia. Ripenseranno alla possibilità di aprire nell'area dell'ex Coca-cola? Chi può dirlo. Rimaniamo in attesa, nel frattempo il noto marchio ha aperto, in Sicilia, a Milazzo, Catania, San Cataldo (provincia di Caltanissetta), Melilli (Siracusa), Ragusa, Trapani.

È necessario (purtroppo) anche ricordare a questo punto che nei mesi scorsi, il Tar ha bocciato un altro no che il Comune di Palermo aveva dato, in questo caso alla riconversione dell’ex centrale elettrica nella zona del porto dove nascerà, come vi abbiamo raccontato, Ostello Bello.
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