Dedicato a Simone ma ci riguarda tutti: il murale "Amati" è un simbolo a Palermo
La nuova opera di Igor Scalisi Palminteri al Duca Abruzzi-Einaudi Pareto. Non solo memoria ma un monito per sensibilizzare i più giovani sulla sicurezza stradale
Il murale "Amati" sulla parete della scuola Duca Abruzzi – Einaudi Pareto di Palermo
L'opera è dedicata a Simone Gnoffo, scomparso tragicamente il 31 maggio del 2024 in seguito a un incidente stradale mentre era in sella alla sua moto. Non sarà solo memoria, ma anche un messaggio concreto di amore per la vita, di responsabilità e consapevolezza, rivolto ai giovani e a tutta la comunità.
«Io credo che da una storia triste e dolorosa si possano imparare tante cose – dice l'autore del murale, Igor Scalisi Palminteri - Questa è la storia di Simone, che abbiamo provato a dipingere su un muro. Ma la sua è la storia di tanti ragazzi e tante ragazze che sulla moto perdono la vita e lasciano dietro una scia di dolore: dei genitori, dei familiari, dei loro amici e delle loro amiche. Quindi cosa possiamo imparare da questa storia se non prima di tutto ad avere cura di noi stessi e amarci.
Per questo il dipinto si intitola 'Amati', per richiamare il senso profondo della vita. Questo può tradursi, l'amarsi, nello stare attenti quando si è in moto, nell'usare sempre il casco, nell'evitare di correre a velocità troppo sostenute. Le passioni, come quella per la motocicletta, sono importanti, ma è ancora più importante la propria vita, quella di ogni persona. Ascoltando il grido di dolore dei genitori e della sorella di Simone, abbiamo voluto dipingere sul muro della scuola che lui ha frequentato il suo volto, lui con il suo casco in mano, insieme ad altri ragazzi e altre ragazze in questa spiaggia che invece indossano il casco, ma non perché lui non lo indossasse, e questo è importante specificarlo, ma perché avevamo bisogno di dare un segnale forte a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi che amiamo».
Un impegno assunto da parte di Domenico Gnoffo e Anna Cusimano, genitori del giovane, e dalla sorella Sofia : «La morte di Simone deve essere un urlo – affermano - Non possiamo abituarci a vedere ragazzi morire sulle strade, come se fosse normale. Non è normale. Non è inevitabile. Non è solo sfortuna: è anche una società che cresce giovani velocissimi, distratti e scollegati da ciò che li circonda. Troppo dentro ai telefoni, troppo dentro ai social, troppo poco dentro la vita reale.
È un problema di tutti. Questo murale non è memoria per pochi, è un richiamo alla comunità. Simone continua a vivere nel messaggio che pretende di essere ascoltato: la vita è fragile, le relazioni sono sacre, e bisogna esserci davvero. Essere presenti, veri e vigili è un dovere verso noi stessi e verso chi amiamo. Non lasciate che il silenzio spezzi un altro ragazzo. Non voltatevi dall’altra parte. Questo non è un addio – concludono -, ma un atto di responsabilità, un invito a svegliarsi prima che sia troppo tardi».
La dirigente scolastica Maria Rita Di Maggio ha condiviso lo spirito dell'iniziativa: «L’istituto Duca Abruzzi-Einaudi Pareto ha accolto la proposta dei genitori di Simone di far realizzare un murale non solo per l’affetto verso l’alunno scomparso tragicamente – spiega -, ma anche per il valore educativo dell’iniziativa. Il messaggio che porta con sé il murale è semplice, ma fondamentale: proteggere la propria vita è un dovere verso se stessi e verso gli altri. Se anche un solo ragazzo o una sola ragazza alla guida sarà più consapevole e responsabile, allora questo murale avrà trasformato una tragedia in un insegnamento e il ricordo di Simone continuerà a proteggere altre vite».
|
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
|
GLI ARTICOLI PIÚ LETTI
-
ARTE E ARCHITETTURA
A Palermo riapre il monastero di Santa Caterina: dopo 100 anni "torna" Van Dyck
di Maria Oliveri










Seguici su Facebook
Seguici su Instagram
Iscriviti al canale TikTok
Iscriviti al canale Whatsapp
Iscriviti al canale Telegram




