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Denunciò i suoi estorsori, ora è solo: Cutrò, l'imprenditore di Bivona "ucciso lasciandolo vivo"

Vent'anni fa bruciarono il primo mezzo meccanico della sua azienda e lui denunciò. La sua vita da allora è stata stravolta. Le istituzioni alla fine lo hanno abbandonato lasciando "un morto che cammina"

Balarm
La redazione
  • 14 aprile 2021

Perchè la cosa peggiore che possa capitare a chi lotta contro la mafia, a chi si espone denunciando i propri aguzzini, è essere lasciato solo. Essere dimenticato.

Ed è quello che è succo a Ignazio Cutrò, imprenditore di Bivona nell'agrigentino e a pochi chilometri da Corleone, che ha fatto quello che era giusto fare. Vent'anni fa bruciarono il primo mezzo meccanico della sua azienda e lui denunciò. La sua vita da allora è stata stravolta.

Le istituzioni alla fine lo hanno abbandonato, «Mi hanno ucciso da vivo - dice nel video di Fuoririga -. Lo Stato mi ha considerato una spesa, merce di scambio, ma si dimentica che sono un morto che cammina».

Perchè la storia purtroppo insegna e insegna che la mafia è paziente, sa aspettare. Aspetta il momento giusto, che i riflettori si spengano, per saldare il conto.

Ecco la storia di Ignazio Cutrò, ancora, dopo vent'anni. E le sue tante domande.
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