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Diventare il primo avvocato bengalese della Sicilia è il suo sogno: Shaidul, "palermitano nelle viscere"

Shaidul Abdul in questi giorni ha conseguito una tappa importante per la sua vita ma per tutta la comunità bengalese che risiede a Palermo. Sarà il primo avvocato della comunità

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 5 agosto 2021

Shaidul Abdul

Il suo nome è Shaidul Abdul, ha 23 anni ed nato e cresciuto a Palermo da genitori bengalesi che si sono trasferiti nel capoluogo siciliano, sul finire degli anni ’80.

Shaidul Abdul in questi giorni ha conseguito una tappa importante per la sua vita ma per tutta la comunità bengalese che risiede a Palermo e che ha voluto coinvolgere in un incontro pubblico per festeggiare, in qualche modo, tutti insieme la sua laurea in Scienze dell'Amministrazione, dell'organizzazione e consulenza del lavoro, un corso di laurea triennale del dipartimento di scienze politiche dell'Università di Palermo.

«Il mio traguardo - ci ha detto Shaidul, che parla benissimo italiano e anche palermitano - ho voluto condividerlo con tutti gli altri residenti bengalesi a Palermo, che sono venuti da tanti quartieri non solo dalla Noce, dove io e la mia famiglia abitiamo.

È stata l’occasione per sottolineare come la cultura e la crescita personale, oltre che professionale, siano occasioni da non perdere.



Sono pochi, ma ci sono, i giovani bengalesi che come me stanno facendo un percorso di studi che un domani porterà un miglioramento nella nostra comunità che, purtroppo, dopo anni vive in qualche modo chiusa ancora in se stessa.

Io sono l’esempio concreto di come sia facile, e soprattutto possibile, integrarsi e vivere pienamente la realtà palermitana».

Shaidul, che è nato a Palermo nel 1997, e si sente palermitano fin dentro le viscere pur non dimenticando le sue radici, vuole farsi promotore di questo incontro, totale, tra la comunità palermitana e quella bengalese, sfatando falsi pregiudizi.

«Noi siamo il frutto dei sacrifici che i nostri genitori, trent’anni fa, hanno fatto trasferendosi dall’altra parte del mondo e siamo anche la testimonianza di come siamo stai accolti, potendo realizzare il nostro futuro».

Non a caso Shaidul, nel suo profilo Facebook, tiene la foto dei giudici Falcone e Borsellino, esempi per lui, come per tutti noi, del senso dello Stato e della giustizia da perseguire ad ogni costo.

«Le azioni di Falcone e Borsellino le ho conosciute durante gli anni della scuola media che ho seguito all’Antonio Ugo, alla Noce, scuola da sempre in prima line alla lotta alla mafia. Sono due eroi del nostro tempo non solo per la lotta alla mafia, ma anche per l'esempio dato a tutti noi che crediamo nella giustizia e nello Stato».

E questo giovane promettente, che come ci ha detto si è da subito sentito un palermitano, le idee sul suo futuro le ha ben chiare.

«Dopo la laurea triennale mi iscriverò ad un master di primo livello in criminologia, una volta conseguito il titolo potrò iscrivermi all'ultimo anno di giurisprudenza per conseguire la laurea magistrale. Sarei il primo avvocato a Palermo e in Sicilia, della comunità bengalese che spesso ha problemi con i legali a causa della lingua.

Voglio essere utile alla comunità bengalese e palermitana al tempo stesso, farò di tutto per rimanere a Palermo che, però, è una città che offre poco professionalmente, a noi giovani.

Sono ritornato a Palermo per la laurea, dopo aver vissuto otto mesi a Manchester, dove le opportunità per me erano maggiori; adesso spero di trovare un lavoro qui, anche part time, che mi permetta di mantenermi agli studi e di poter realizzare i miei obiettivi».

E noi non possiamo che fare i nostri più sentiti auguri a Shaidul.
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