Dopo il ciclone Harry, bufera sui 33 milioni del Governo: "Alla Sicilia solo briciole"
Polemiche e malumori sulla cifra destinata all'Isola per i danni del maltempo (che ammontano a 1,5 miliardi). Musumeci: "È solo la prima parte, seguiranno altri fondi"
I danni causati dal ciclone Harry a Santa Teresa di Riva, nel Messinese, una delle zone più colpite (foto Facebook)
Anche perché prima della riunione del Consiglio dei Ministri, avvenuta ieri pomeriggio (lunedì 26 gennaio), il presidente della Regione Renato Schifani ha annunciato qualcosa come un miliardo e mezzo di euro di danni in Sicilia. Una cifra nettamente superiore rispetto ai 33 milioni riconosciuti dallo Stato. A questi vanno aggiunti i 70 milioni stanziati dal governo regionale (50 milioni di euro di fondi regionali immediatamente spendibili per affrontare le situazioni più gravi nei territori e altri 20 milioni inseriti in un disegno di legge finanziario da approvare all'Ars).
La sproporzione tra le cifre concesse e quella dei danni ha generato polemiche e malumori soprattutto tra le fila dell'opposizione. «Un’insopportabile presa in giro. Il governo Meloni è partito col piede sbagliato. Da Roma arrivano solo le briciole, briciole che offendono la dignità di tutti i siciliani», commenta José Marano, parlamentare regionale del Movimento Cinquestelle e vicepresidente della commissione Ambiente, Territorio e Mobilità dell’Assemblea regionale siciliana.
«Con la cifra ridicola che arriverà da Roma – prosegue la deputata - sarà possibile coprire appena il 2,2% del totale dei danni stimati, cioè 1,5 miliardi. Intanto, oggi a Niscemi siamo arrivati a 1500 sfollati. L’Isola è al collasso e di fronte ad abitazioni e attività imprenditoriali completamente distrutti, di fronte ad infrastrutture pesantemente compromesse, dal governo nazionale non arriva una risposta all’altezza della situazione e delle problematiche gravissime che la nostra comunità sta vivendo in questo momento».
Anche per Anthony Barbagallo, segretario del Pd siciliano, si tratta di una «risposta insufficiente e ridicola. Una burla», commenta.
«I 100 milioni stanziati dal Governo per le tre regioni colpite dal ciclone Harry sono del tutto insufficienti rispetto ai danni provocati dal maltempo. Nella sola Sicilia i danni stimati sono di oltre un miliardo, a cui va aggiunto il dramma della frana di Niscemi che avevamo chiesto venisse specificamente affrontato con lo stato di emergenza. Evidentemente la presidente Meloni sta sottovalutando una situazione gravissima. Servono interventi importanti, sospensione dei tributi, risorse adeguate e procedure efficaci per l’emergenza e la ricostruzione che deve partire immediatamente. In questi casi la paura più grande delle popolazioni colpite è il senso di abbandono. E no, questa non è una risposta all’altezza della situazione». Lo si legge in un post su Instagram del Partito Democratico.
Questa mattina, martedì 27 gennaio, la leader del Pd, Elly Schlein, è in visita a Niscemi e nei luoghi colpiti dal ciclone.
«Lo stato di emergenza può durare 12 mesi, prorogabile per altri 12, come prevede il Codice di Protezione civile - dichiara in una nota il ministro Nello Musumeci -. Per fare fronte ai primissimi interventi operati dai sindaci è stata deliberata la somma complessiva di 100 milioni di euro, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali. Nei prossimi giorni, non appena le tre Regioni avranno definito nel dettaglio l’entità dei danni e la priorità degli interventi, il governo adotterà un primo provvedimento interministeriale, per consentire il ripristino e la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate, pubbliche e private. Attività che sarà coordinata dai rispettivi presidenti di Regione, nominati oggi commissari delegati con ampi poteri di deroga. Fare presto e fare bene: questo l’obiettivo di tutti.
In un'intervista a Radio 24, Musumeci ha precisato: «Non facciamo calcoli che possono essere assolutamente privi di attendibilità al momento, il primo stanziamento è quello che si dà di solito per consentire ai Comuni e agli Enti locali di far fronte alle spese di somma urgenza, per coprire le ordinanze che sono state adottate per il ripristino della viabilità, per il ripristino della funzionalità dei servizi essenziali.
Il vero calcolo - ha aggiunto - si fa quando sarà completa la ricognizione dei danni, è chiaro che non è un problema di risorse perchè il tema essenziale è quello della progettualità e quello dell'apertura dei cantieri».
«Lo stanziamento di 100 milioni sembra una burla a fronte di danni stimati - dice il segretario della Cgil Sicilia, Alfio Mannino - Mi pare che non ci sia nulla per i lavoratori coinvolti nel fermo delle attività e questo è uno scandalo. Le risorse - aggiunge - sono insufficienti, anche per un primo intervento, si era parlato di 500 milioni almeno appena stamani. È evidente peraltro che si tratta solo di misure d’emergenza, senza prevedere niente per il mondo del lavoro e senza nemmeno la previsione di interventi strutturali. Questo, qualora servisse conferma dell’antimeridionalismo di un governo che usa due pesi e due misure per nord e sud del Paese».
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