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Dov'è finito l'albero di Natale di Palermo: vi sveliamo il "mistero" del cipresso scomparso

Cosa può essere successo? Il vento forse? O qualcuno durante la notte l'ha rubato (non ci stupiamo di nulla in questa città). Niente di tutto questo, ecco la verità

Marta Genova
Giornalista
  • 10 dicembre 2020

Il cipresso che non c'è più (foto M.G)

Da ieri la fotografia del cipresso di Natale che il Comune di Palermo aveva sistemato in piazza Ruggero Settimo gira su tutti i social seguita da commenti tra l'ironico e lo sprezzante. L'uso del trapassato prossimo è d'obbligo, questa mattina, infatti, l'albero era sparito e l'aiuola davanti al teatro Politema, vuota.

Cosa può essere successo? Il vento forse? O qualcuno durante la notte l'ha rubato (non ci stupiamo di nulla in questa città). Niente di tutto questo, semplicemente l'"albero che è arrivato a Palermo era quello sbagliato" e quindi è stato tolto.

In pratica, come ci hanno spiegato dal Comune, gli operai sono andati a Polizzi, comune del palermitano, e dove c'è un distaccamento della Forestale che a Natale dona gli alberi che nel corso dell'anno sono stati abbattutti (regolarmente è chiaro). Dovevano tornare con un bell'abete, ma lo hanno trovato danneggiato.

Così, probabilmente pensando più a portare a casa il risultato, qualunque esso fosse, hanno deciso in autonomia di caricare sul loro camion l'unico albero di grandi dimensioni disponibile al momento: un bel cipresso.

Qualcuno poi ha pensato comunque di sistemarlo in bella mostra sulla piazza, scatenando il putiferio, trattandosi di un albero bellissimo per carità, ma che generalmente si trova nei cimiteri, vedi il nostro ai Rotoli che ne è pieno.

I social sono impazziti, tra battutte ironiche, sarcasmo e disprezzo, visto che la città non è messa bene in questo momento, soprattutto dopo un anno di Covid.

Si spera, aggiungono dal Comune, che oggi venga sistemato un nuovo albero, ma non si sa ancora quale visto che a Polizzi non ne hanno altri a disposizione, ma siamo certi che questa volta tutto verrà fatto con più oculatezza. E sensibilità.
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